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Notizie > Incontri > 12 Settembre 2016

Presentazione del libro su Mirella Schott Sbisà all'Università Popolare

Mirella Schott Sbisà

Trieste (TS) - Martedì 13 settembre alle 18, nella Sede espositiva dell’Università Popolare di Trieste (Via Torrebianca 22), avrà luogo la presentazione del libro "Mirella Schott Sbisà, una vita di donna nell’arte e nella cultura di Trieste del Novecento", curato da Paola Sbisà ed edito da Vita Activa. Il volume, ricco di molte notizie e immagini inedite d’epoca, ripercorre, a un anno dalla scomparsa, la vita privata e artistica della pittrice, che fu anche valente incisore, giovane allieva e moglie del pittore, scultore, ceramista e incisore Carlo Sbisà. Introdurranno la pubblicazione Renzo Grigolon, Franco Vecchiet, Gabriella Musetti e Marianna Accerboni, autrice del testo critico presente nel libro.

La pubblicazione contiene la trascrizione delle memorie inedite della Schott Sbisà, raccolte dalla figlia Paola attraverso un lavoro certosino di grande impegno e accuratezza: un amarcord interessantissimo che prende il via, illustrato da numerose foto d’epoca inedite e da diverse opere dell’artista, che testimonia la sua attività pittorica, incisoria e di ceramista, lungo un itinerario di quasi un secolo, che inizia con la nascita di Mirella a Trieste nel 1921 e si conclude con la sua morte avvenuta nella città d’origine lo scorso anno.
Il volume rappresenta anche un’interessante e dettagliata testimonianza e uno storico, inedito squarcio sulla vita e la cultura artistica cittadina e sui costumi e i rapporti sociali esistenti a Trieste dalla fine dell’Ottocento lungo tutto il secolo breve.

Nel corso della sua lunga attività Mirella Schott Sbisà ha partecipato a esposizioni di grande prestigio come la Biennale di Venezia del ’48 e del ‘64, la Quadriennale di Roma del ’50, la IX e X Triveneta di Padova; a tutte le mostre del Sindacato Regionale Artisti di Trieste e alle più importanti rassegne in rappresentanza degli artisti triestini in Italia e all’estero. Di particolare rilievo appaiono la mostra antologica dedicatale nel 2004 a Palazzo Costanzi dal Comune e quella di sola grafica alla Biblioteca Statale nel 2006. Nel ’65, tralasciata la pittura d’inclinazione postcubista, si è dedicata soprattutto alla calcografia, in cui si coglie, come nelle ultime opere pittoriche, la rappresentazione poetica, appassionata e nel contempo sobria, del mondo naturale e dei suoi segreti, svelati anche attraverso un’elevatissima capacità tecnica.
Nel ’60, quando Carlo Sbisà fondò la Scuola Libera dell’Acquaforte, lei gli fu accanto e successivamente alla sua morte, avvenuta tre anni dopo, prese in mano le redini dell’istituzione, che ha formato generazioni d’artisti nell’arte incisoria, conducendola e insegnandovi con fermezza, costanza e determinazione fino al 2003, quando cedette il timone a Furio De Denaro, passato poi nel 2008 a Franco Vecchiet, che tuttora la dirige.

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