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Cultura > Musica > 24 Giugno 2016

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Jazz&Wine of Peace Festival: le prime anticipazioni della diciannovesima edizione

Bill Frisell (photo Luca d'Agostino - Phocus Agency)

Cormòns (GO) - Mancano ancora più di quattro mesi, ma tutto è già pronto per ospitare il diciannovesimo Jazz&Wine of Peace Festival a Cormòns e dintorni, un'edizione che conferma la crescita di una realtà che sempre più si consolida per la qualità e la singolarità delle sue proposte. Inserita nel direttivo di I-Jazz (associazione nazionale di organizzatori riconosciuta dal Ministero), capo cordata di una serie di Jazz&Wine Festival che in pochi anni coinvolgeranno tutta Italia e reduce dall'esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino, dove ha rappresentato alcune tra le eccellenze culturali e turistiche regionali, l'Associazione Culturale Controtempo rilancia per il 2016 un festival di alto profilo per la scelta dei nomi e per la consueta qualità delle location - le migliori cantine e dimore storiche sul Collio tra Italia e Slovenia - puntando su un'offerta fatta di "esperienze" complesse e totalizzanti, che segnano un nuovo modo di vivere il territorio (il suo paesaggio, l'ospitalità, la cultura musicale e le offerte enogastronomiche) a tutto tondo.

Il Festival, organizzato dal Circolo Culturale Controtempo, è sostenuto dal MiBACT, dalla Regione Autonoma FVG e dal Comune di Cormòns; l'attività si svolge nell'ambito di I-Jazz e di Jazz FVG.

Le prime anticipazioni già lasciano intuire il calibro dell'offerta musicale: mercoledì 26 ottobre, al Teatro Comunale di Cormòns, suona uno dei nomi storici del jazz nordico, che da quarant'anni scala le vette del jazz mondiale. Si tratta di Jan Garbarek, sassofonista che dalla fine degli anni Sessanta è nel gotha degli artisti dello scenario jazz: è tra le primissime firme di ECM e non ha mai smesso di perfezionare la propria crescita musicale, confrontandosi con i più grandi geni del jazz (tra tutti Keith Jarrett), della classica (notissimi i suoi lavori con l'Hilliard Ensemble) e con la contemporanea (fantastiche le attenzioni al "suo" folk, e la collaborazione con Kim Kashkashian): Garbarek è "il" sassofono europeo per eccellenza e la sua musica è "innodica e rada, giocosa e seria, immersa e eccezionalmente aperta, intensa più che sentimentale". A Cormòns arriva con il tastierista che lo accompagna da anni, Rainer Brüninghaus, con il bassista brasiliano Yuri Daniel e con un altro genio alla batteria e alle percussioni, l'artista indiano Trilok Gurtu: la combinazione di spiriti così diversi lascia presagire una performance quanto meno profonda e sensuale.

Giovedì 27 ottobre (la location è in via di definizione) un quartetto di All Stars, tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Benin formato da Dave Holland, Chris Potter Lionel Loueke ed Eric Harland. Ispiratore della band è il grande Holland, maestro assoluto del contrabbasso e storico interprete dall'irraggiungibile impronta creativa: un esempio che ha fatto (e continua a fare) scuola per intere generazioni. Chris Potter a quarantacinque anni è già tra le punte di diamante mondiali tra i sassofonisti, mentre le nuances contemporanee della chitarra di Lionel Loueke donano un tocco d'arte esotica, riportando il sound alle intriganti origini africane dell'artista. Eric Harland è un batterista energico, dinamico sofisticato e imprime il sound di autorevolezza ad ogni suo battito.

Un graditissimo ritorno è quello del grande accordionista Vincent Peirani, venerdì 28 ottobre nella bellissima Villa di Toppo Florio a Buttrio, quest'anno in formazione di quintetto tutto francese, (Vincent Peirani: accordion - Emile Parisien: sax soprano - Tony Paeleman: Fender Rhodes - Julien Herné: basso - Yoann Serra: batteria). Vincent Peirani è un artista di livello superlativo ed eclettico: un acrobata del suono che fa vibrare le corde più intime in qualsiasi tipo di pubblico. Vincitore del titolo di Artista dell'Anno 2013, per il Premio Django Reinhardt della Jazz Academy, dell'Instrumental Newcomer of the Year al Victoires jazz, si è guadagnato la definizione di Artista dell'Anno anche dal JazzMan. Con il progetto "Living Being" dimostra tutto il suo virtuosismo che lascia senza fiato, sostenuto da accenti del jazz contemporaneo francese: melodico è il tandem con il sax di Parisien, mentre molto tesa è la sezione ritmica elettrificata di Serra.
Prosegue la giornata di festival al Teatro Comunale la stella cubana del pianoforte, Gonzalo Rubalcaba, in un progetto che porta a Cormòns in prima assoluta: “Tribute to Charlie Haden”. L'omaggio al mentore dello strepitoso pianista è condotto da un quartetto di prim'ordine: insieme a Gonzalo sono Will Vinson (alto sax), Matt Brewer al basso e Jeff Ballard alla batteria. Il pianista cubano è tra i maggiori artisti del jazz mondiale che vanta 15 nominations ai Grammy Awards (vincitore nel 2002 – con Jay Newland e lo stesso Charlie Haden alla produzione – come Best Latin Jazz Albumcome con “Nocturne”) e collaborazioni con i più grandi jazzisti del mondo (da Dizzy Gillespie a Herbie Hancock, da Richard Galliano a Ron Carter, solo per citarne alcuni), oltre che decine di incisioni da leader e migliaia di concerti nei 5 continenti. Con affetto, affiancato da alcuni tra i migliori talenti mondiali del jazz, Gonzalo saluta quello che è stato il suo più grande (per intensità e produttività) collaboratore musicale ed amico.

Ultima stella che è doveroso citare è un interprete noto al Festival, che mai cessa di stupire l'uditorio: Bill Frisell giunge a Cormòns al Teatro Comunale sabato 29 ottobre, con il nuovo, osannato progetto "When You Wish Upon a Star" (Bill Frisell: chitarra - Petra Haden: vocals - Eyvind Kang: viola - Thomas Morgan: bass - Rudy Royston: batteria). Una vecchia e consolidata passione del chitarrista, quella per le colonne sonore dei film: questo toccante concerto è dedicato alla rivisitazione di alcune delle più famose musiche usate al cinema, riviste con un'incredibile perizia "soprattutto dal punto di vista timbrico, dinamico, di orchestrazione e di ambientazione sonora - spiega Luigi Sforza su AAJ - e produce una sensibile trasformazione del materiale originario. Man mano che le tracce scorrono prevale la sensazione che tutto ruoti inevitabilmente attorno alla melodia [...] Suoni concentrici producono una sostanziale ricchezza di sfumature, grazie anche al forte carattere che contraddistingue ogni voce strumentale. Il suono non s'inspessisce mai fino a diventare un muro ma resta sempre fluido e leggero, leggibile in modo liquido nei suoi particolari".

A partJan Garbarekire da sabato 25 giugno sono aperte le prenotazioni ai concerti, scrivendo a info@controtempo.org. La assegnazione dei posti verrà fatta a settembre, in base all'ordine d'arrivo delle prenotazioni.

La foto di Bill Frisell è di Luca d'Agostino - Phocus Agency



INFO/FONTE: Ufficio Comunicazione Circolo Culturale Controtempo

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