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Notizie > Manifestazioni > 24 Maggio 2016

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Prende il via a Gorizia la fase finale del festival sulla multimedialità InVisible Cities 2016

"Altough of Course you End Up Becoming Yourself" di Elisa Ferrari e Giulia Tosi

Gorizia (GO) - Inizia domani la parte clou di "InVisible Cities", primo festival internazionale interamente dedicato alla multimedialità urbana e che ha per protagonista Gorizia invasa di spettacoli, installazioni, incontri e workshop. Dal 6 maggio artisti provenienti da tutta Europa sono al lavoro in Borgo Castello per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale della città: palazzi, piazze e mercati diventano in questi giorni la tela per interventi multimediali che offrono nuovi sguardi, idee, punti di vista.

In particolare dalla mattina in Corte Bratina si discute di “Narrare, difendere, ricostruire territori. Appunti per/da un dopo-catastrofe”, seminario organizzato da Alessandra Marin  del Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università di Trieste per riflettere sugli strumenti per rispondere ai problemi causati dal rischio ambientale, legato all’incuria e al consumo di suolo e cambiamenti climatici globali.

Dalle 18 alle 19 invece si aprono le porte dello Studio Faganel per l’aperitivo VisibleUnfinished Work con gli artisti in residenza a Gorizia a cura di Sara Occhipinti e Marco Faganel.
Alle 19 invece dall’ex Ferramenta Krainer comincia la visita guidata alle installazioni multimediali di InVisible Cities in cui gli artisti stessi presentano le loro opere in un aperitivo a tappe a cielo aperto. Sempre dalle 19 tra via Rastello e piazza Vittoria la redazione di Sconfinare composta dagli studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche organizza letture intervallate da musica dal vivo.

Subito dopo l’ora di cena alle 21.00 l’appuntamento è nuovamente nel cortile dell’ex Ferramenta Krainer con “Altough of Course you End Up Becoming Yourself (An artistic research on entertainment)” di Elisa Ferrari e Giulia Tosi: un lavoro che indaga le dinamiche dell’incontro e della relazione umana nell’ambito celebrativo della “festa”. In uno spazio abitato e agito da una dj e una performer, lo spettatore si trova immerso in una dimensione di festa. In questo spazio, gli spettatori decidono in maniera ibera in quale modo relazionarsi con l’ambiente e con la performance. I materiali video verranno utilizzati per il rimontaggio del film/documentario che costituisce il motore della performance per la replica che si svolgerà il 29 maggio al valico di San Gabriele.

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