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Notizie > Incontri > 14 Novembre 2015

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Doppia presentazione, a Venezia e Trieste, del saggio “La Divina Interferenza” di Chiara Fenoglio

Un momento della presentazione del volume

Venezia e Trieste (--) - Qual e il ruolo della critica e della poesia oggi, anche alla luce dei tragici fatti di cronaca di queste ore? Se n'è discusso nella doppia presentazione del saggio di Chiara Fenoglio, critica letteraria e giurata del premio Campiello 2015, “La Divina Interferenza” (ovvero il prezioso ruolo mediano della critica fra poeti e lettori) (Gaffi Editore, 2015) giovedì 12 novembre alla Libreria Goldoni di Venezia con il professor Cesare De Michelis, presidente di Marsilio Editore e il giornalista Paolo Navarro Dina (redattore de Il Gazzettino di Venezia) e venerdì 13 novembre presso la Biblioteca Consiliare “Livio Paladin” di Trieste nell'ambito del seminario “Quali criteri adottare per la selezione delle opere letterarie richiedenti il finanziamento pubblico, con particolare riguardo a quelle poetiche” alla presenza di Emiliano Edera, consigliere regionale e presidente Commissione Vigilanza della Biblioteca, Enza del Tedesco, professoressa di Italianistica presso l'Università degli Studi di Trieste, Massimiliano Pastrovicchio, responsabile della biblioteca, l'autrice e l'editore, Alberto Gaffi.

Esiste ancora una critica letteraria autorevole nei confronti della poesia? si sono chiesti i relatori a Venezia. “Sì – risponde Chiara Fenoglio - anche se non ha più lo stesso peso che aveva fino agli Anni Settanta. Quello che è scomparso è la poesia dai giornali: i poeti non hanno più cittadinanza sulle pagine dei quotidiani dai tempi di Pier Paolo Pasolini.
“Il problema della poesia di oggi – ha rilevato Cesare De Michelis - è che è autoreferenziale e afasica: ha vinto la modernità”. “Sono sempre più diffusi happening e reading visti come performance, una poesia spettacolarizzata che non nasce dall'urgenza interiore di comunicare le proprie emozioni da parte dell'autore – ha replicato Fenoglio -: i blog e le discussioni su facebook sono sempre meno autorevoli e finiscono per cadere nel tifo da stadio e nella faziosità fino a scadere nell'insulto reciproco”. “Il mondo di oggi non prevede guizzi, tutti viviamo come in surplace – ha aggiunto De Michelis -: ogni scritto, ma anche commento, è privo di prese di posizione, il messaggio poetico e la critica appaiono uniformate, prive di personalità, dalle linee ammorbidite che rendono tutti gli scritti ormai indistinguibili. Ma c'è una speranza e va coltivata nell'educazione a partire da quella scolastica”.

E sui tragici fatti di Parigi, Chiara Fenoglio ha dichiarato: “Come ha affermato Cesare De Michelis, la modernità ha vinto, ma questa modernità ipertrofica oggi rischia di condurci alla paura, all'afasia, alla chiusura in recinti di falsa protezione rispetto a un mondo esterno fatto di caos e violenze. Non possiamo non pensare a quanto sta accadendo a Parigi in queste ore: la poesia non è estranea a tutto ciò, è ponte tra uomo e uomo, tra civiltà e civiltà, è luogo di incontro di spiriti critici che invocano e operano per un mondo buono (“Mondo, sii, e buono” (Andrea Zanzotto).
“In un'epoca di iper-informazioni che bombardano e frastornano il lettore – si è concluso - i critici, per ruolo e formazione culturale, hanno il diritto-dovere di indicare quali autori vanno presi a modello e quali tralasciare ed è ora che ci sia chi si prende la responsabilità di indicare delle linee e delle regole di scrittura da seguire per poter giudicare in maniera precisa il valore delle opere pubblicate”.

Nel corso del seminario a Trieste, Emiliano Edera ha rimarcato la valenza delle biblioteche e di questa in particolare come spazi aperti alla cittadinanza. Alberto Gaffi, editore impegnato nel rilancio editoriale della ItaloSvevo, ha sottolineato il ruolo che può svolgere l'istituzione bibliotecaria all'interno della regione, in particolare nel rapporto tra le varie componenti linguistiche presenti e come possa fungere da stimolo per rafforzare il rapporto con gli Stati contermini e l'intera Europa, seguendo così la secolare vocazione di Trieste.

Chiara Fenoglio ha illustrato la propria opera partendo dalla scelta del titolo, che si rifà all'idea di “Interferenza saggistica” tra i domini della poesia e della critica, osservando la dicotomia tra poesia e critica che caratterizza la scena odierna. Fenoglio si è soffermata su autori certificati dalla tradizione e canonizzati che hanno scritto la storia letteraria del 900, senza tralasciare i più recenti critici. Enza Del Tedesco, riconoscendo la grande cura e raffinatezza dell'opera, ha lamentato la mancanza di un'analisi del momento attuale. Alcuni degli autori citati appartengono già alla storia, mentre la vita va più veloce. “Il Novecento è già archiviato e rispetto ad allora, per i giovani autori e lettori di oggi cambiano temi, canoni e strumenti. Cos'è la poesia oggi, in un'epoca dove tutto è liquido e veloce” si chiede. Qual è l'importanza del bagaglio culturale e qual è il background dei giovani autori? Il poeta di oggi cosa legge? Il dibattito si è spostato quindi sulle testimonianze dei poeti presenti: si sentono nuovi o diversi?

Il più giovane poeta della regione, Alessandro Lutman, 20 anni, non si sente diverso dagli altri autori: dentro le loro opere c'è quanto hanno imparato a scuola e li ha influenzati. L'artista prende quanto esistente e lo rende proprio migliorandolo, non disdegnando nel suo caso l'utilizzo di termini anche desueti come “cor”, perché parte del proprio sentire. “Le emozioni – conclude - sono importanti”.

Il poeta e scrittore Enrico Fraulini pensa all'arte come un treno ad alta velocità chiamato ad esplorare e aprire strade nuove e alla critica come un convoglio più lento, che incorpora quanto trovato sul cammino. “Deve esserci qualcosa di nuovo – riflette - se no, non si fa arte”.

Lo scrittore Matteo Grillo Schäffer, autore del racconto “Il ragazzo Alabarda”, si sente “nuoverso”, un misto cioè tra nuovo e diverso: “la poesia – afferma - è mettere a frutto le conoscenze acquisite per creare novità”.

Pastrovicchio ha concluso ringraziando i presenti per aver dato vita a un dibattito vivo e vitale in uno spazio da valorizzare e promuovere e a disposizione del pubblico proprio per questo genere di attività.

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