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Notizie > Manifestazioni > 14 Novembre 2015

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"Gli Occhi dell’Africa": la nona edizione riparte con un focus sull’emergenza immigrazione

"Lampedusa in Berlin" di Mauro Mondello

Pordenone (PN) - Gli "Occhi dell’Africa" è la rassegna di cinema e cultura africana, giunta alla sua nona edizione, nata da una collaborazione tra Cinemazero, Caritas della Diocesi di Concordia-Pordenone e L’Altrametà, con il contributo del Comune di Pordenone e dell’Amministrazione Provinciale. All’edizione di quest’anno partecipano anche il Centro Culturale Casa A. Zanussi e l’associazione UNASp/ACLI (Unione Nazionale Arte e Spettacolo) di Pordenone.

"Gli occhi dell’Africa" vuole dare voce agli artisti di questo continente, nel modo più diretto possibile: protagonisti sono registi e attori africani, che descrivono e interpretano i loro Paesi secondo la visone che hanno direttamente della realtà che conoscono da vicino, e la porgono al pubblico internazionale senza i filtri della cultura occidentale. Accanto al cinema, la rassegna offre altre proposte culturali quali mostre, incontri, momenti conviviali, a sottolineare che la cultura africana è varia e complessa, formata da una cinquantina di Paesi diversi, che racchiudono ciascuno mille sfaccettature differenti, somma di culture dalla storia millenaria. Quest’anno però si è voluto iniziare con un focus sull’ormai costante situazione emergenziale legata ai flussi migratori, in particolar modo per fornire delle informazioni precise e complete su questo tema tanto spesso utilitaristicamente utilizzato e citato impropriamente. L’intenzione è quella di chiarire le cose e per farlo ci si è rivolti a chi in prima persona se ne occupa, come Andrea Barachino, vicedirettore Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone e presidente della Cooperativa Sociale Nuovi Vicini, che per la serata di apertura del 16 novembre, alle 20.45, presenterà dati e informazioni aggiornate sul fenomeno migratorio in Friuli Venezia Giulia.

Sullo schermo troveremo dei film specificatamente selezionati per la tematica: “Boza” di Walid Fellah (Tunisia 2014, 52') e “Lampedusa in Berlin” di Mauro Mondello (Italia 2015, 25'). “Boza” che introduce il tema dei migranti Sub-Sahariani che si battono contro il sistema delle frontiere per il proprio diritto a una vita migliore. Una barriera di filo spinato che fa di Ceuta una città impenetrabile, separandola dall’Europa. Alcuni cercano di varcare il confine affrontando faticosamente chilometri di sabbia, grotte, pietre, guadi e montagne, altri restano bloccati nel campo profughi di Choucha nel sud della Tunisia. Queste persone, cui non resta altro che affidarsi alla fede per resistere, hanno un unico grande desiderio: essere dall’altra parte del confine. Allo stesso tempo, in un’Europa ancora troppo lontana, molti attivisti per i diritti umani conducono una marcia pacifica chiedendo l’abolizione dei confini e la libera circolazione delle persone: un diritto umano universale.

A seguire lo sguardo di Mauro Mondello in “Lampedusa in Berlin” (Italia 2015, 25'), che mostra l’inizio del disastro cominciato nel febbraio del 2011 con lo scoppio della guerra civile in Libia. Almeno 2 milioni e mezzo di persone sono obbligate a fuggire dal Paese, secondo le stime dello IOM (International Organization for Migration). Nel tentativo di raggiungere l’isola di Lampedusa a bordo di un barcone in partenza dalla Libia, molti restano dispersi nel Mediterraneo. In tanti da Lampedusa decidono di dirigersGli Occhi dell'Africa 2015i verso Berlino, occupando una piazza nel cuore del quartiere di Kreuzberg nella speranza di ricevere asilo politico in Germania. "Lampedusa in Berlin" è la storia di migliaia di migranti costretti a scappare da Tripoli, transitati dall’Italia e alla ricerca di un luogo in Europa dove poter restare definitivamente.


INFO/FONTE: Cinemazero Ufficio Stampa

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