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Cultura > Musica > 23 Ottobre 2015

Jazz&Wine of Peace 2015: Stanley Clarke in concerto al Teatro comunale di Cormòns

Stanley Clarke (photo Steven Parke)

Cormòns (GO) - Sarà l'autoproclamatosi “liberatore dei bassi elettrici e acustici”, lo statunitense Stanley Clarke con la sua band, a chiudere in teatro, sabato 24 ottobre, la penultima e intensa giornata musicale ed enogastronomica di Jazz&Wine of Peace. Una giornata che prevede ben quattro concerti, due dei quali in Slovenia, al Kulturni Dom di Nova Gorica e, per la prima volta, nello scenario estremamente suggestivo offerto da Vila Vipolže, per ribadire, se mai ce ne fosse stato bisogno, il carattere di “festival di confine” di Jazz&Wine of Peace. Certamente il pezzo forte della giornata sarà il concerto di Stanley Clarke, in programma alle 21.30 al Teatro Comunale di Cormòns. Vincitore di quattro Grammy Award, Clarke è uno dei pochissimi musicisti ad aver avuto successo sia con il basso tradizionale che con quello elettrico. In 40 anni di carriera si è costruito album dopo album una meritatissima fama di "bass hero" accanto a gente come Jaco Pastorius e Charles Mingus. Ha esordito come musicista professionista a New York con jazzisti del calibro di Gil Evans, Art Blakey, Dexter Gordon, Horace Silver e Stan Getz. E' stato tra i fondatori della superband Return to Forever, insieme a Chick Corea, oltre che autore di sessanta colonne sonore per cinema e televisione. Dotato di una grande tecnica, virtuoso e versatile, ha speso gran parte della sua carriera fuori dagli ambiti del jazz. Ha collaborato in carriera con Quincy Jones, Stan Getz, Art Blakey, Paul McCartney e Keith Richards, solo per citarne alcuni. Le sue influenze sono derivate da maestri dello strumento quali Jimmy Blanton e Oscar Pettiford. Il suo ultimo album, intitolato semplicemente Up (2014), registrato con l'accompagnamento della sua Stanley Clarke Band, è un vero e proprio viaggio in 12 tracce alla scoperta di generi, strumenti e tecniche diverse.

Ad aprire la giornata sarà invece alle 11, al Kulturni Dom di Nova Gorica, il sassofonista Oliver Lake, a Jazz&Wine of Peace come ospite del Generation Quartet, gruppo composto dal contrabbassista Joe Fonda, dal pianista Michael Jefry Stevens e dal batterista e percussionista Emil Gross. Oliver Lake è una delle personalità più eclettiche del mondo del jazz statunitense. Solista dalla voce gradevole e graffiante, influenzato da Ornette Coleman e Eric Dolphy, negli ultimi anni, dopo aver diretto il gruppo reggae “Jump Up”, si è riavvicinato al jazz canonico. Che suoni dixieland, be-bop, soul, rhythm & blues, swing, jazz d'avanguardia, free jazz o rock Lake si distingue per il suono dirompente e imprevedibile, da cui emerge la sua personalità, libera e visionaria.

Spazio poi, per il secondo concerto della giornata, in programma alle 13 all'Azienda Agricola Borgo San Daniele con degustazione enogastronomica, a una proposta transfrontaliera, che unisce musicisti italiani e sloveni. Il trio “Disorder At The Border”, che prende il nome da un famoso blues scritto da Coleman Hawkins, è composto da tre musicisti nati sul "confine", sia in senso geografico che in quello musicale. Ad accomunarli è un linguaggio universale pieno di energia ed avventura: la libera improvvisazione. Zlatko Kau?i?, lo sciamano sloveno delle percussioni, lo staranzanese Giovanni Maier, accolto dalla critica come uno tra i migliori contrabbassisti jazz internazionali, e il friulano Daniele D’Agaro, sassofonista, clarinettista e compositore, presenteranno alle 13 all'Azienda Agricola Borgo San Daniele un tributo al grande Ornette Coleman, scomparso lo scorso 11 giugno, presentendo delle composizioni poco note del sassofonista texano. Dopo la musica, spazio alla letteratura: alle 14.45, sempre all'Azienda Agricola Borgo San Daniele, il giornalista Matteo Femia presenterà in anteprima, accompagnato da intermezzi musicali al sassofono di Federica Agostini, il suo romanzo fresco di stampa “Minimo comun sax tenore” (Edizioni EVE, 2015).

Ci si sposterà poi, per la prima volta nella storia di Jazz&Wine of Peace, in una dimora storica al di là del confine, in Slovenia: a Vila Vipolže, infatti, si esibirà il trio dello straordinario batterista statunitense Jeff Ballard. Di Ballard, noto per la sua continua ricerca di sonorità originali, basta forse dire che a soli 25 anni già collabora con Ray Charles, con cui gira il mondo in lunghe tournée. Nel trio che porta a Jazz&Wine suona con il chitarrista beninese Lionel Loueke e il sassofonista americano Chris Cheek. Al concerto seguirà, come tradizione, una degustazione enogastronomica di prodotti locali.

Il pubblico di Jazz&Wine of Peace potrà infine concludere la serata con una delle due proposte di concerti Round Midnight pensate per questo sabato: al “Jazz&Wine Le Bar” alle 23.30 si esibirà il duo composto dal fisarmonicista Giampaolo Mrach e dal pianista Giulio Scaramella; mentre al Bar Ristorantino “In Taberna”, sempre alle 23.30, ci sarà il gruppo ARTROBIUS, composto da Simone Kodermaz al violino, Graziano Kodermaz al sax, Paolo Visintin al trombone, Marco Gregorig alle tastiere, Marco Blasig al basso e Claudio Cappelli alla batteria.

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