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Cultura > Musica > 02 Aprile 2008

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Società dei Concerti: esibizione del Trio di Parma e di Alessandro Carbonare

Alessandro Carbonare

Trieste (TS) - Penultimo appuntamento, lunedì 7 aprile alle 20.30, nella consueta sede del Politeama Rossetti di Trieste, per la Stagione 2007/2008 della Società dei Concerti di Trieste, che festeggia il traguardo del suo 76º anno sociale. Protagonista di una serata che già si preannuncia come un vero concerto-evento sarà il Trio di Parma, vera icona del repertorio cameristico italiano e internazionale, in un programma arricchito, dal solista Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia, e da una selezione di letture a cura di Marisandra Calacione sul quartetto di Olivier Messiaen “Quatuor Pour La Fin Du Temps”. Il concerto prevede inoltre pagine musicali di Poulenc (Sonata per clarinetto e pianoforte.) e di Ravel (Sonata per violino e violoncello). Decisamente struggente la scelta del “Quatuor pour la fin du Temps”, come raccontava il suo autore: “Concepito e scritto durante la mia prigionia, il “Quatuor pour la fin du Temps” ebbe la sua prima esecuzione nello Stalag VIII A, il 15 gennaio 1941. Questo accadeva a Görlitz, in Slesia, con un freddo atroce. Lo Stalag era sepolto sotto la neve. Eravamo trentamila prigionieri (francesi per la maggior parte, con qualche polacco e belga). Suonavamo su strumenti di fortuna: il violoncello di Etienne Pasquier aveva solamente tre corde, i tasti del mio pianoforte verticale si abbassavano e non si rialzavano... Mi avevano affibbiato un vestito verde completamente stracciato e ai piedi calzavo zoccoli di legno. Il pubblico comprendeva persone di ogni ceto sociale: sacerdoti, medici, piccolo borghesi, militari di carriera, operai, contadini...”. Quest’opera di Olivier Messiaen (1978), è una delle sue poche composizioni cameristico-strumentali. Un pianoforte, un violoncello, un violino e un clarinetto ci accompagnano in un suggestivo viaggio verso l’intimo e l’infinito, ispirato dall’immagine tratteggiata nell’Apocalisse di Giovanni, quella di eterea possanza dell’angelo che annuncia la fine dei tempi. Negli 8 movimenti prende vita quel “vortice di colori complementari” (lo dice l’autore stesso) che rappresenta uno dei picchi della musica classica moderna, e racchiude in sé scintille che divamperanno in quella contemporanea.
Il Trio di Parma - Ivan Rabaglia, violino, Enrico Bronzi, violoncello e Alberto Miodini, pianoforte - si è costituito nel 1990 in seno al Conservatorio "Arrigo Boito", dove i suoi componenti si sono diplomati con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, perfezionandosi poi con il Trio di Trieste presso l'Accademia Chigiana di Siena e alla Scuola di Musica di Fiesole. Il Trio di Parma ha ottenuto i riconoscimenti più prestigiosi con le affermazioni al Concorso Internazionale "Vittorio Gui" di Firenze, al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Melbourne, al Concorso Internazionale della ARD di Monaco ed a quello di Lione. Inoltre, l'Associazione Nazionale della Critica Musicale ha assegnato al Trio di Parma il "Premio Abbiati" per il 1994 quale miglior complesso cameristico. Il Trio è stato invitato dalle più importanti istituzioni musicali in Italia (Accademia di S.Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano, Amici della Musica di Firenze, Unione Musicale di Torino, Gran Teatro La Fenice di Venezia ...) e all'estero (Filarmonica di Berlino, Wigmore Hall di Londra, Konzerthaus di Vienna, Musikhalle di Amburgo, Lincoln Center di New York, Teatro Coliseo di Buenos Aires, Dublino, Dresda, Varsavia, San Pietroburgo, Washington, Rio de Janeiro, San Paolo, Santiago del Cile, Adelaide...). Ha collaborato con importanti musicisti quali Vladimir Delman, Carl Melles, Pavel Vernikov, Bruno Giuranna, Cecilia Gasdia; ha partecipato a numerose registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI e per diverse emittenti estere (Bayerischer Rundfunk, NDR, WDR, MDR, Radio Bremen, ORT, ABC-Classic Australia). Ha inoltre inciso i tre Trii di Brahms per l'UNICEF e l'integrale dei Trii di Beethoven per la rivista musicale Amadeus.
Primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia dal 2003, Alessandro Carbonare ha vissuto a lungo a Parigi, dove per 15 anni ha occupato il posto di primo clarinetto solista dell'Orchestre National de France. Si é imposto in molti concorsi internazionali: Ginevra 1990, Praga e Tolone 1992, Monaco di Baviera 1993, Parigi 1994. Nel ruolo di primo clarinetto, ha avuto importanti collaborazioni con la Symphonie Orchestre dei Bayerischer Rundfunk di Monaco e con i Berliner Philarmoniker nel 2000 e più recentemente con la Royal Konzertgebouw Orchestra di Amsterdam Ha debuttato quindi alla Suntory Hall di Tokyo e alla Recital Carnegie Hall di New York. Vincitore di due Diapason d’oro discografici, ha registrato gran parte del repertorio per Harmonia Mundi dando anche grande impulso alla nuova musica per clarinetto, commissionando nuovi concerti a Ivan Fedele, Salvatore Sciarrino, Luis De Pablo, Claude Bolling. Da sempre membro del Quintetto Bibiena, viene regolarmente invitato dai più importanti conservatori del mondo a tenere master class (Conservatorio superiore di Parigi, Musikhoschule di Monaco, Juillard School di New York, Università delle arti di Tokyo e numerose università americane). I principali impegni per le prossime stagioni lo vedranno impegnato con l’Orchestra Mozart di Claudio Abbado nell’esecuzione del concerto K622 di W.A.Mozart e nella registrazione di alcuni cd per la JVC Victor casa giapponese per la quale incide in esclusiva.
Per ulteriori informazioni: www.societadeiconcerti.net; tel. 040-362408.

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