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Notizie > Incontri > 18 Agosto 2015

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A Claut si parla del Corpo degli Alpini e si presenta romanzo “La Strategia del Tango”

“La Strategia del Tango” (Gaffi editore) di Paolo Restuccia

Claut (PN) - Si parlerà del coinvolgimento del Corpo degli Alpini nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata giovedì 20 agosto 2015 alle ore 20.00 in Piazza San Giorgio a Claut all'incontro a ingresso libero “Gli alpini non servono solo in guerra” per la presentazione del libro giallo “La Strategia del Tango” (Gaffi editore) di Paolo Restuccia, regista di uno dei più ascoltati programmi radiofonici di RAI 2, “Il ruggito del coniglio”. Il romanzo ha come protagonista un ufficiale alpino, il tenente colonnello Ettore Galimberti, alle prese con un’efferata banda di criminali. Saranno presenti il Sindaco di Claut, Franco Bosio, l’autore e l’editore. Parteciperanno all'incontro due noti autori della Valcellina: la maestra Bianca Borsatti con le sue poesie e il giovane Andrea Nicoli con il suo ultimo noir “La luna e l'acqua”. Sono previste infine incursioni musicali del Coro delle Prealpi Clautane. Nella mattinata, alle ore 11.00, l’autore sarà alla Casera Casavento, alla partenza della Strada degli Alpini, per ricordare le gesta dei tanti soldati che hanno combattuto eroicamente per il nostro Paese.

Il tema che verrà trattato durante la serata - l’importanza del contributo del Corpo degli Alpini nel mantenimento dell’ordine pubblico e nella lotta alla criminalità organizzata - è di scottante attualità.

Partendo dalla trama del romanzo, grazie all'apporto dei relatori, si cercherà di dare una risposta alle tante domande che l’attuale situazione nazionale e internazionale pone all’opinione pubblica e alle forze politiche.

“L'originalità della montagna – spiega il sindaco di Claut, Franco Bosio - non si ferma alle sole vette, ma da sempre si estende a quel forte sentimento spirituale che riecheggia gli antichissimi riti cimbri. Ma qualcosa di ancor più profondo appartiene alle genti di montagna: la giustizia, che veniva amministrata equamente “sotto l'albero del tiglio” e che oggi sono gli Alpini fra i primi a perseguirla. Già nell’ottocento i Cacciatori delle Alpi, la brigata di volontari per la Liberazione, combatterono agli ordini di Garibaldi con dignità cavalleresca, senza macchiarsi mai.

E oggi, in tempi in cui il giudizio sul potere è severo, riteniamo importante rappresentare con questa prima manifestazione il coraggio di perseguire la giustizia. Questo appuntamento sarà il primo di una serie di incontri con cui s’intende rappresentare la possibilità di esportare lo spirito che alberga fra queste valli in tutte le zone del pianeta dove ci siano emergenze di giustizia”.

Il romanzo che segna l'esordio narrativo di Paolo Restuccia è un giallo atipico di ambientazione militare nel quale un colonnello degli Alpini, Ettore Galimberti, si trova a ficcare il naso, inizialmente quasi controvoglia e poi trascinato da una sorta di horror vacui, in un intrico di corruzione e criminalità con scabrosi addentellati nel mondo della politica romana.

“La scelta di un personaggio che fosse un militare – spiega l'autore - nasce dalla volontà di trovare una figura che potesse offrire un punto di vista diverso rispetto alla società: il soldato ne fa parte, ma la osserva da fuori, ha un senso del dovere da mantenere, porta in sé il concetto della difesa. Può trattarsi della difesa della Costituzione o del territorio da un aggressore esterno, dalla criminalità, dal terrorismo, da chi vuole distruggere la società civile. Credo che nei cittadini sia cresciuta la consapevolezza di vedere il soldato come qualcuno che ci possa difendere. Il soldato può apparire ingenuo con la sua divisa, le medaglie, i gonfaloni, ma corrisponde ad un senso patriottico attualmente latente e all’idea di patria per molti non più comprensibile: chi altri si metterebbe sull’attenti sotto il sole ad aspettare che si alzi la bandiera italiana? Sappiamo tutti che i singoli militari possono avere comportamenti sbagliati o perfino delittuosi, come dimostrano anche recenti fatti di cronaca, ma penso che quella del soldato sia l’unica figura che possa agire con senso del dovere senza apparire inadeguata rispetto alla società attuale: il dovere un passo prima dei diritti. Appare più difficile per la mafia corrompere un militare. Un pò come i preti, vive in un mondo separato dal resto. Il mio soldato non vuole sparare: crede che ci si possa e si debba difendere in altro modo. E anche se la sua giovane amica co-prootagonista lo invita a sparare in virtù del suo ruolo, lui le risponde citando un verso di Pier Paolo Pasolini – che proprio in questa regione visse a lungo - “soldato senza violenza”. Il suo è un messaggio di speranza: ne abbiamo bisogno. E non dobbiamo avere paura della retorica: qualche volta può farci anche bene”.

“La presentazione di Claut – conclude Alberto Gaffi – segue il convegno svoltosi con successo al Circolo di Presidio di Palazzo Cusani a Milano, Sede del Comando Militare Esercito Lombardia, dove è emerso che il soldato è un cittadino come gli altri, ma ha fatto un giuramento in più e non si può voltare dall'altra parte. Il protagonista del libro fa qualcosa che per la legge non andrebbe fatta, ma che il lettore sente come un atto di giustizia compiuto dall'uomo che c'è sotto la divisa. Il suo gesto mi ha ricordato quello compiuto dal generale Franco Angioni in Libano, dove trovò il modo per non compiere un'azione che riteneva profondamente ingiusta. La legge la fanno gli uomini, non i codici”.

In conclusione, Gaffi lancia un abbraccio letterario a tutta la regione, partendo proprio da Claut. “Il prossimo libro di Paolo Restuccia uscirà nel 2016 e il lancio avverrà proprio da questa regione - scelta in quanto madre della letteratura italiana del '900 - per i tipi della Italo Svevo Edizioni con sede a Trieste. Intendiamo infatti riportare in breve tempo l'intero Friuli Venezia Giulia e il suo capoluogo al ruolo di area più letterata e con il maggiore indice di lettura pro capite che da sempre le competono”.

Per informazioni: alberto@gaffi.it – www.gaffi.it

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