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Notizie > Incontri > 16 Agosto 2015

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Aquileia, amori, giochi e itinerari tra passato e presente al centro di "Archeologia di sera 2015"

Archeologia di sera 2015

Trieste (TS) - Per la terza serata del ciclo “Archeologia di sera 2015”, in programma al Civico Museo di Storia e Arte di piazza della Cattedrale, mercoledì 19 agosto, con inizio alle 20.30, proiezione del documentario “Il gioco dell’amore. L’amore del gioco. Itinerari aquileiesi tra segni del passato e parole di oggi”, realizzato dall’Ufficio Stampa - Produzioni Televisive della Regione Friuli Venezia Giulia. Le voci di divinità, eroi, imperatori e imperatrici si susseguono a creare un percorso che intreccia amori e giochi attraverso i capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

Parlano Augusto, che amò i dadi ma soprattutto Livia, sua sposa rimastagli accanto per 53 anni, fino alla morte; Claudio, che scrisse perfino un saggio su come tirare i dadi e che fu tradito invece nel gioco dell’amore dalle 4 mogli, tra le quali fu quella famosa Messalina che, sapiente nel gioco dell’amore, cedette alla passione pagando con la vita. Amori celesti, sensuali o spirituali, scendono sulla terra in forma di arte e ispirano i racconti e i miti: quelli di Afrodite-Venere la madre dei romani, delle frecce di Eros, del lussurioso Priapo e, su tutti, Zeus ardente di passione. E ancora i giochi spensierati dei bambini, quegli chiassosi e violenti del porto; il sesso consumato nelle alcove; dadi, uova e ciondoli con simboli portafortuna per vincere “la mano” contro la malasorte.

A seguire, intorno alle 21.30, l’intervento della dottoressa Annalisa Giovannini, su “Cold case tra Aquileia, Vienna e Czernowitz”, che ricostruisce la storia incredibile dell’episodio che poteva causare al Museo di Aquileia la perdita di circa 1.600 reperti di particolare pregio. Attraverso pubblicazioni d’epoca e dati “riscoperti” negli archivi, la vicenda si snoda tra Aquileia, le due capitali del mondo asburgico e altre città dell’ex Impero, mettendo in luce, allo stesso tempo, come, terminata la Grande Guerra, gli studiosi contrapposti dai fronti di guerra siano ridiventati amici fraterni pronti ad aiutarsi l’un l’altro, quasi fossero ritornati al tempo degli studi universitari a Vienna, con il comune intento di salvare e recuperare i monumenti e i reperti andati dispersi.

Per informazioni www.museostoriaearte.it.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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