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Cultura > Musica > 18 Marzo 2008

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Nuovo allestimento al Teatro Verdi per “I pescatori di perle” di Bizet

Annick Massis

Trieste (TS) - Nuovo allestimento realizzato dai laboratori del Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” di Trieste per “I pescatori di perle” ( Les pêcheurs de perles) di Georges Bizet. L’opera, affidata alla direzione del maestro Frederic Chaslin mancava da trent’anni dal palcoscenico triestino. Artefice della messa in scena è il raffinato regista Fabio Sparvoli che ha curato un’ambientazione nuova pur nel rispetto dell’esotismo dell’atmosfera culturale francese della prima metà dell’Ottocento che indusse Bizet ad ambientare l’opera nell’isola di Ceylon. Sarà l’occasione per vedere una produzione di grande impegno vocale a cui sono chiamati interpreti di gran classe come Annick Massis, Celso Albelo, Pierre Yves Pruvot e Alessandro Svab. Lo spettacolo, che ha debuttato al Teatro Verdi martedì scorso, sarà replicato nei giorni 20, 26, 28, 29 e 30 marzo. Il 6 aprile l’opera andrà in scena anche al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.
“I pescatori di perle” è oggi considerata di fatto il primo capolavoro operistico di Georges Bizet, che all'epoca non aveva ancora compiuto 25 anni. L'opera, di ambientazione esotica, gli fu commissionata da Léon Carvalho, il direttore del Théâtre Lyrique di Parigi. Alla prima (il 29 settembre 1863) “I pescatori di perle” ottenne un discreto successo di pubblico, ma una fredda accoglienza da parte della critica, nonostante in favore del giovane compositore si fossero levate le voci autorevoli di Ludovic Halévy e Hector Berlioz. Restò in cartellone fino alla fine di novembre, per un totale di 18 repliche, ma da allora scomparve dai teatri francesi. Lo stesso compositore apportò in seguito alcune modifiche alla partitura, ma non ebbe mai l’opportunità di rivedere l'opera in scena.
“I pescatori d perle” fu ripresa solo molti anni dopo la morte dell'autore, nel 1893, durante l’Esposizione universale di Parigi, presentata in lingua italiana dall'editore Sonzogno nella traduzione di Angelo Zanardini e con un finale posticcio. In seguito la fama dell'opera in Italia fu legata soprattutto alla romanza del tenore “Je crois entendre ancore” che, nella traduzione italiana (Mi par d'udire ancor), diventò il cavallo di battaglia dei più grandi tenori lirico-leggeri, da Tito Schipa a Beniamino Gigli. Col tempo, tuttavia, “Les Pêcheurs de perles” ha conosciuto una piena riabilitazione ed è oggi entrata in repertorio, eseguita anche in Italia in lingua francese. Il limite dell'opera è in genere individuato nel libretto, piuttosto raffazzonato, ma la partitura musicale ha l'espressiva morbida, elegante e sensuale del miglior Bizet ed è orchestrata magistralmente.
Un posto particolare tra i musicisti dell'Ottocento è senz’altro occupato da Georges Bizet, nato a Parigi il 25 ottobre 1838, che sin dall'infanzia rivelò una spiccata predisposizione musicale. Il padre, insegnante di canto, fu il suo primo maestro assieme alla madre, valente pianista. I rapidissimi progressi permisero a Bizet di essere accolto giovanissimo al Conservatorio di Parigi dove si applicò allo studio del pianoforte e della composizione. Appena diciannovenne, trasferitosi in Italia per approfondire gli studi, vinse il "Premio di Roma". Finito il periodo di studio tornò a Parigi. La sua prima composizione di rilevante importanza fu appunto l'opera in tre atti "I Pescatori di perle", ambientata in Oriente e rappresentata nel settembre 1863. Le prime opere teatrali non ebbero tuttavia molto successo, anche perché la critica lo accusò di rivelare nella sua musica l'influenza di Gounod e di altri compositori. Negli anni seguenti Bizet fu incaricato di preparare una composizione per accompagnare sulla scena d'Alfonso Daudet "L'Arlesiana". Questa composizione ebbe un successo contrastato all'inizio, ma con il tempo finì per imporsi al pubblico di tutto il mondo. La musica ispirata a motivi folcloCelso Albeloristici e popolari della Provenza, fa rivivere l'atmosfera ardente di questa regione mediterranea. L'opera in cui apparve la piena maturità artistica dell'autore fu quella per cui ancora oggi è ampiamente conosciuto: la "Carmen". Bizet si dedicò infatti con entusiasmo e tenacia alla sua composizione, creando così un autentico capolavoro.

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