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Cultura > Musica > 16 Marzo 2008

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Il pianista iraniano Ramin Bahrami al Comunale di Monfalcone interpreta “L’arte della fuga” di Bach

Ramin Bahrami

Monfalcone (GO) - La Stagione di Musica del Teatro Comunale di Monfalcone prosegue con un nuovo omaggio a Johann Sebastian Bach: martedì 18 marzo, alle ore 20.45, il giovane pianista iraniano Ramin Bahrami, esegue un monumento assoluto della storia della musica, “L’arte della fuga”.
Nato a Teheran nel 1976, nel tragico clima del conflitto tra Iran e Iraq, Ramin Bahrami è oggi una giovane ma riconosciuta stella del pianoforte il cui nome è indelebilmente legato alle interpretazioni di Johann Sebastian Bach. Appena adolescente Ramin è costretto a fuggire dal suo paese e trova in Italia la sua seconda patria: a Milano Bahrami si diploma con Piero Rattalino, che ne riconosce lo splendido talento, e successivamente si perfeziona all’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. Studia poi, tra gli altri, anche con e András Schiff, Robert Levin e in particolare con Rosalyn Tureck, pianista che lo stesso Bahrami definisce “la voce di Bach” e che lega il suo nome agli studi, alle interpretazioni e alla diffusione delle opere del grande genio bachiano.
L’artista inizia la sua intensa attività concertistica poco più che ventenne, e il successo ottenuto al suo debutto al Teatro Bellini di Catania è tale che gli viene conferita la cittadinanza onoraria. Negli anni seguenti numerose sono le sue esibizioni presso le maggiori istituzioni e i più importanti festival musicali italiani e tedeschi.
Il nome di Bahrami e le sue sublimi interpretazioni si identificano con l’opera di Johann Sebastian Bach (tanto da far guadagnare al pianista l’importante appellativo di “nuovo Glenn Gould”): un pianismo “preciso, logico ma anche febbrile” (A. Foletto) definisce lo stile delle magistrali interpretazioni di Bahrami, immortalate dalla Decca nelle incisioni delle “Variazioni Goldberg” (2004), delle “7 Partite” (2005), e nella sua nuova registrazione de “L’arte della fuga” di Bach. Ed è proprio quest’ultimo capolavoro l’oggetto del programma del concerto Monfalconese: “L’Arte della fuga” è un’opera immensa dalla storia controversa. La data di essa non è nota, così come non sono specificati l’organico né l’uso cui l’opera è destinata. Tuttavia, al di là delle possibili ipotesi, ciò che più rende universale questo capolavoro è la sublime tecnica della composizione, la vitalità delle forme e dei colori musicali, l’intensità della sua espressione: L’arte della fuga è un’opera “infinita”, che non si lascia afferrare e scava verso l’intimo, l’essenziale.
I biglietti di tutti gli spettacoli e i concerti in cartellone possono essere acquistati presso: Biglietteria del Teatro (tel. 0481 790 470, da lunedì a sabato, dalle 17.00 alle 19.00), Ticketpoint di Trieste, ERT-Ente Regionale Teatrale del FVG di Udine e, on line, sul sito www.greenticket.it.

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