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Notizie > Incontri > 12 Febbraio 2008

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“Abitare il ‘700” ospita Antonino di Colloredo Mels, Gian Paolo Polesini e l’attrice Anita Kravos

Palazzo Attems

Gorizia (GO) - Prosegue il ricco calendario di eventi collaterali organizzati dai Musei Provinciali Gorizia, a Palazzo Attems–Petzenstein, per il mese in corso, in collegamento con la fortunata mostra “Abitare il 700”, visitabile ogni giorno da martedì a domenica, dalle 9 alle 19. Mercoledì 13 febbraio, alle 17.30 è in programma la conferenza a cura di Antonino di Colloredo Mels, dedicata a “Dietro il ritratto di Rodolfo di Colloredo: una carriera del ‘700 tra Roma, Friuli e Vienna”. Giovedì 14 febbraio, sempre alle 17.30, un ulteriore incontro di particolare suggestione, dedicato alla presentazione del libro del giornalista Gian Paolo Polesini, “Sangue blu”, appassionato ritratto, nel tempo e nei secoli, di una blasonatissima famiglia di origine istriana – i Polesini, appunto – raccontati dall’ultimo erede del casato. All’incontro saranno presenti anche l’attrice Anita Kravos, che leggerà alcuni brani dal libro, e l’assessore comunale alla Cultura Antonio Devetag, che introdurrà l’incontro con Gian Paolo Polesini, presente anche la sovrintendente dei Musei Provinciali Gorizia Raffaella Sgubin, curatrice della mostra “Abitare il 700”. “Sangue Blu”, come lo definisce l’autore, «è una semiseria raccolta di ricordi. Di nobiltà, di nobiltà d’animo, di nostalgie, di rimpianti, di allegra malinconia». Una famiglia ha attraversato sette secoli di storia. Ora è al capolinea. Tra il capostipite (1257) e l’ultimo rampollo (1957) sono passati esattamente sette secoli. La storia ha spazzato via un’isola, proprietà terriere, un palazzo, una villa palladiana. L’Istria non c’è più. La stirpe dei marchesi Polesini è a un passo dall’estinzione. Forse si è già estinta nel 1947. E il sette è quasi un incubo. Restano le glorie politiche e sociali raccolte nel Settecento e nell’Ottocento. Restano i segni del tempo, i passaggi di uomini illustri, la vista dell’imperatore Francesco I, resta un castello, parte dell’arredamento sistemato in un museo, quadri, gioielli, tracce. Resiste la ferma intenzione di non alimentare nuova vita. Tutto finisce, prima o poi ...
«”Sangue Blu” – spiega ancora Gian Paolo Polesini - racconta questo, con leggerezza cinematografica, con auto ironia, perché con un sorriso in più si vive meglio. Sangue Blu è stato scritto per non dimenticare. E per mio padre. E per tutti quelli che hanno subìto una violenza. Dalle umane vicende, dallo Stato, dal destino. Fluttua fra verità e finzione, con lo stesso ritmo del vivere quotidiano …».

Per informazioni: 0481-547541; musei@provincia.gorizia.it; www.provincia.gorizia.it.

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