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Notizie > Incontri > 14 Novembre 2014

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Ai "Lunedì dello Schmidl" si parla di Vito Levi compositore, docente e musicologo

Vito Levi in una fotografia con dedica autografa al Museo Teatrale del 1962

Trieste (TS) - E’ nel nome di Vito Levi la ripresa dei Lunedì dello Schmidl, con l’appuntamento in calendario lunedì 17 novembre, con inizio alle ore 17.30, presso la Sala “Bobi Bazlen”, al piano terra di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4).
Grazie alla donazione da parte di Laura Levi Tomizza, figlia del Maestro, del materiale archivistico e musicale relativo all'attività di Vito Levi compositore, docente e musicologo, un nuovo importante capitolo della storia della cultura musicale novecentesca viene ad aggiungersi alle collezioni del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Il neo-costituito Fondo “Vito Levi” viene formalmente consegnato al Museo e presentato pubblicamente in questa occasione pienamente fruibile, grazie alla generosa sensibilità dell'Associazione Triestina Amici dei Musei “Marcello Mascherini” che ne ha finanziato il riordino.

Introdotte dall'Assessore alla Cultura Paolo Tassinari, dalla Direttrice dei Civici Musei Maria Masau Dan e dal Conservatore dello “Schmidl” Stefano Bianchi, intervengono Laura Levi Tomizza, la Presidente dell’Associazione Triestina Amici dei Musei “Marcello Mascherini” Claudia Armani e l’archivista Franca Tissi, che ha curato l'ordinamento del Fondo e la redazione del relativo inventario. A Fabio Venturin, che all'attività di Vito Levi ha dedicato un appassionato lavoro di studio e di ricerca, spetterà infine il compito di delineare una sorta di ritratto del Maestro.
Giunge così a compimento un itinerario che ha preso le mosse nell'agosto del 1999, in occasione del centesimo compleanno di Vito Levi, con la pubblicazione - per iniziativa del Comune di Trieste ed a cura del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” - della ristampa anastatica di un testo fondamentale di Levi, ovvero «La vita musicale a Trieste. Cronache di un cinquantennio 1918-1968», edito dal comitato Trieste '68 per i tipi della casa editrice milanese All'insegna del Pesce d'Oro. A questa pubblicazione, è venuta ad affiancarsi, esattamente due anni or sono, quella dei «Frammenti di un diario musicale (1919-1979)», nell'ambito di un'articolata serie di manifestazioni in occasione del decennale della scomparsa del Maestro, realizzate in stretta collaborazione tra il Circolo della Cultura e delle Arti, il Conservatorio “Giuseppe Tartini”, il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, la Società dei Concerti, la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste e l’Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione.

Scomparso il 27 novembre del 2002 all’età di centotré anni, Vito Levi ha fatto in tempo ad entrare nel ventunesimo secolo, abbracciando così tre secoli di storia della vita musicale triestina. Nato a Trieste il 10 agosto 1899, era cresciuto musicalmente sotto la guida di Ermanno Leban ed Antonio Smareglia. Aveva iniziato la sua carriera come violinista ed in questa veste, diciassettenne, aveva preso parte alle esecuzioni musicali del ‘salotto Svevo’ di Villa Veneziani a Servola. Le sue prime significative composizioni risalgono agli inizi degli Anni Venti: il poema sinfonico «Carso», gli «Intermezzi sinfonici», i cicli di liriche «Anacreontiche» e «Le rose mistiche», la pantomima in due quadri «La fontana della vita». Per cinquant’anni esercitò la critica musicale, dapprima per «Il Piccolo» (1926-38), quindi per «La voce libera» (1945-49) ed infine per «Il gazzettino di Venezia» (1958-76). Insegnante di composizione al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Trieste dal 1923, ricoprì successivamente lo stesso incarico al Conservatorio “Tartini”. Allontanato dall’insegnamento nel 1938 in seguito alle leggi razziali, alla fine della guerra riottenne la docenza al “Tartini” per le cattedre di Composizione e Storia della Musica. Di quest’ultima disciplina è stato docente anche presso l’Università degli Studi di Trieste. Direttore della Sezione Musica del Circolo della Cultura e delle Arti dal 1946 al 1950, nel 1981 è stato insignito della laurea in lettere honoris causa da parte dell’Ateneo triestino.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


INFO/FONTE:
Ufficio Stampa Comune di Trieste
Tel. 040 675 4039
www.triestecultura.it
www.museoschmidl.it

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