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Notizie > Incontri > 26 Marzo 2014

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L'arciduca d'Austria ospite alla presentazione del volume “Il Canto della Malaguerra” di Edda Vidiz

"Il Canto della Malaguerra" di Edda Vidiz

Trieste (TS) - In concomitanza con il centenario della Grande Guerra esce per la collana “Palcoscenico triestino” “Il Canto della Malaguerra: i giorni, i fatti e i canti dell'Apocalisse 1914-18” di Edda Vidiz (edizioni Luglio, 2014) promosso dall'Associazione Tredici Casade e realizzato con il contributo ai sensi L.R. 22/201 dell’Assessorato alla Cultura, Sport, Relazioni internazionali e Comunitarie della Regione Friuli Venezia Giulia, con il patrocinio del Comune di Trieste e con la collaborazione del Comitato promotore della Cultura Giuliana.

La presentazione avverrà venerdì 28 marzo, alle ore 18.00, presso la Sala "Giorgio Costantinides" del Civico Museo Sartorio di Largo Papa Giovanni XXIII, 1 a Trieste, alla presenza dell'autrice e l'introduzione di S.A.I.R. l'arciduca Markus Salvator Habsburg Lothringen, pronipote di Francesco Giuseppe. Relatore lo storico Roberto Todero. Il Coro Illersberg, diretto dal M.o Tullio Riccobon, eseguirà alcuni canti della Grande Guerra.

“Il Canto della Malaguerra”, seppur basato sui canti di trincea, l'unico "anestetico" per le terribili condizioni fisiche e psichiche dei miseri fanti infossati in orrendi corridoi di fango, dolore e morte, non è un libro di "musica" bensì un compendio degli intrecci politici e dei volti di coloro che mandarono milioni di uomini a morire in un orrore senza uguali. La cronologia della Grande Guerra, illustrata con il mendace immaginario delle copertine della "Domenica del Corriere" riporta alcuni accenni anche sulle vicissitudini passate dalla città di Trieste.

“Nel 2014 – scrive Edda Vidiz - si commemorano cent’anni da quel 28 luglio 1914 quando l’ormai vecchio Imperatore d’Austria-Ungheria, Francesco Giuseppe, inviò il fatidico proclama: Ai miei popoli! (…)”. “Vorwärts! E avanti, uno alla volta – prosegue l'autrice - tutti i Signori della Guerra seguirono l’esempio dell’Imperatore, aprendo la strada ai Cavalieri dell’Apocalisse. La Morte carpì in media il 50 % dei giovani soldati partiti per i campi di guerra, dove non si mietevano più chicchi di grano ma bossoli di mitraglia. Così si affacciò la Carestia, che debilitò tutte le popolazioni aprendo la strada al peggior serial killer dell’umanità: la Pestilenza, che rubò più anime di guerra e carestia. Tutti i Signori della Guerra ne uscirono sconfitti e umiliati. Ma nonostante ciò, dopo una ventina d’anni, pronti a ricominciare...”.

La prima guerra mondiale ha generato circa ventisei milioni di morti (di cui il 50% civili) e venti milioni di menomati, disabili o traumatizzati in modo irreversibile, nonché dai quattro ai cinque milioni di profughi. Per ogni minuto di guerra sono morte 4 persone.

“All’inizio del Novecento – scrive nella prefazione l'arciduca d'Austria - i popoli d’Europa condividevano un periodo di pace e prosperità, ma partì un colpo di pistola che rimbombò dal Vecchio al Nuovo Mondo aprendo le porte ai cavalieri dell’Apocalisse. Il ricordo della prima Grande Guerra non bastò a fermare una Seconda Grande Guerra perché il ricordo del male passato è un dolore pungente che troppe volte porta rancore e nuovo odio. Ben venga quindi il rivangare la Grande Guerra come in questo libro. Ed è per me particolarmente significativo che un libro, che riesce a parlare di guerra quasi fosse poesia, sia stato scritto a Trieste, una città che ha così tanto sofferto per questa terribile guerra, una città che è stata amata dalla mia famiglia, amatissima dal mio prozio Massimiliano e che io stesso amo in modo particolare, come il calore dell’aria di casa”.

Al termine della presentazione, che si svolge con la collaborazione del Comune di Trieste, seguirà un brindisi d'amicizia.

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