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Notizie > Incontri > 07 Novembre 2007

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Donato Placido presenta il reportage "Morire per un giorno di lavoro"

Carico Sospeso

Fogliano Redipuglia (GO) - Sta per concludersi con due diversi eventi il progetto del 2007 organizzato da Carico Sospeso, l’iniziativa nata dal Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti ad un lavoro sicuro in collaborazione con ContrAZIONI netWORK, collegato alla rassegna "ContrAZIONI. Nuovi percorsi scenici", promosso dal Teatro Comunale di Monfalcone.
Giovedì 8 novembre alle 20.30 a Fogliano, presso la Biblioteca comunale (via Madonnina 4), avrà luogo l’ultima videoproiezione de "I GIOVEDI’ SUL LAVORO" con il reportage "MORIRE PER UN GIORNO DI LAVORO" di Donato Placido, che, partendo dal bilancio delle vittime sul lavoro, affronta un dato ormai consolidato da decenni, che pone l'Italia al primo posto in Europa nella triste casistica degli infortuni lavorativi. Si parla in questo caso di precari e iperflessibili, con“contratti” di lavoro che durano una giornata alla volta. Cinque storie esemplari per una tragedia moderna, che saranno preceduti dal corto "3,87" di Valerio Mastandrea.

La rete di collaborazione sul tema, dopo i documentari proposti nelle ultime settimane, si amplia il prossimo 17 novembre al Teatro Comunale di Monfalcone, con l’evento conclusivo che vede impegnati anche Assessorato alla Cultura del Comune di Monfalcone, Regione FVG, le Associazioni Banda Larga, Amianto Mai Più, ANMIL, ARCI “E. Curiel”: lo spettacolo "Avanti Pop" con i Têtes de Bois. Fa tappa anche a Monfalcone il viaggio-concerto di questa formazione che si tiene nei luoghi in cui la dignità dei lavoratori è stata violata (fabbriche, call center, campi di pomodori) e che finora ha toccato, fra gli altri, i cancelli della Fiat Sata di Melfi, le cartiere di Isola del Liri, le acciaierie di Terni, i campi di Borgo Libertà, l’Atesia.
Un repertorio di arrangiamenti originali costituito sia da interpretazioni che da brani inediti firmati dal sestetto in cui si spazia da “La leva” di Paolo Pietrangeli a “La costruzione” di Chico Buarque de Hollanda, da Matteo Salvatore allo Zecchino d’Oro (“Quarantaquattro gatti” non è forse una canzone di protesta? E infatti vinse, nel ’68…), pTêtes de Boisassando per un classico di Piero Ciampi e un meno classico di Giorgio Gaber e ancora Rocco Scotellaro, poeta lucano cantore delle miserie contadine della sua terra e Salvatore Poddighe, minatore poeta in ottava rima sardo morto suicida nel 1938 musicati dal sestetto. Senza trascurare la title track, Avanti Pop, brano originale del gruppo, inno contemporaneo da cantare (e anche da ballare).

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