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Notizie > Incontri > 11 Dicembre 2013

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Maurizio Soldà ospite di “Note di Gusto” al Caffè degli Specchi

Maurizio Soldà

Trieste (TS) - Venerdì 13 dicembre alle ore 17,30 al Caffè degli Specchi di Trieste si conclude il ciclo di incontri “Note di Gusto” che a partire dall’ottobre 2012 il circolo culturale Jacques Maritain ha promosso in varie sedi cittadine, per rinverdire il senso delle tradizioni, della storia e dei gusti in cucina delle nostre terre. Mattatore di “Note di Gusto, un pomeriggio in compagnia con il sapore e la parola” sarà Maurizio Soldà, che proporrà aneddoti, detti, storielle, piccole divertenti curiosità al pubblico, che potrà sorseggiare una buona cioccolata calda e alcuni semplici dolci che si preparavano a Natale, quando tutto era più semplice e genuino. Con Rosanna Turcinovich e Rossana Poletti si ripercorrano i magici momenti delle feste. L’incontro si realizza con il contributo della Camera di Commercio di Trieste.

Motto dell’incontro un vecchio detto: “Ama il mare ma tiente el baro de radicio”. Con lo sguardo rivolto all’Adriatico ma con radici profonde che ci saldano alla terraferma, i giorni del magico, dal Natale a Capodanno rivelano un’anima antica, di tradizioni, usi e credenze. Nell’accompagnare l’anno vecchio alla sua fine, anche la campagna fermava i suoi ritmi, secondo il costume che non si doveva arare per non disturbare il Redentore. Questa è storia: nelle case si sprigionava un calore vero attorno al camino acceso nel quale ardeva il ceppo che doveva durare per tutto il periodo delle feste, veniva scelto tra i più belli della campagna, pesante e pieno di umori.

E attorno al focolare, ieri come oggi, protagonisti diventano i profumi del buon cibo ma soprattutto dei dolci. A Natale si preparano i crostoli, le putizze ben condite e con un ripieno ricco di frutta secca, lo strudel con la frutta di stagione, spennellato di zabaione prima di stendere il ripieno per dargli un sapore più profondo. E poi c’erano i biscotti che preparati per il Natale, si sarebbero consumati nelle settimane successive intinti nel caffelatte o nel vino bianco. Una delle ricette più interessanti è quella degli zuccherini, comunemente chiamati zucherancici, preparati con uova, zucchero, olio di semi, lievito per dolci, farina, aromi. Il tutto lavorato accanto ad una fonte di calore perché le uova risultino spumose, gonfie d’aria per far lievitare la pasta e mantenerne la friabilità.

Alla vigilia si portano ancor oggi in tavola, verze sofigade, pesi friti, polenta e un bon bicer de vin. Immancabile il baccalà mantecato che nella campagna povera veniva sostituito da una radice, una specie di carota bianca che si coltivava in un angolo dell’orto proprio per questa occasione. Certo il sapore non era eccellente ma contribuiva comunque allo spirito della festa. Queste brevi note per ricordare i riti di un popolo, momenti che ci portiamo dentro con felicità e pudore ma sono la magia di questi giorni di passaggio tra il vecchio e il nuovo, con la speranza sempre in agguato.


Ingresso con consumazione. Per informazioni chiamare il 3382469015

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