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Cultura > Musica > 26 Novembre 2013

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A “Jazz in Progress”: venerdì a Monfalcone è di scena il Satta, Maier & Kaucic Trio

Sandro Satta

Monfalcone (GO) - I jazzisti più accreditati a livello nazionale ed europeo continuano a gratificare Monfalcone con la loro presenza nel locale "Il Carso in Corso", che si sta affermando come un polo di attrazione per un elevato numero di appassionati.

E venerdì 29 novembre, con inizio alle 20.45 e ad ingresso libero, la rassegna di jazz estemporaneo “Jazz in Progress”, porterà in città uno dei grandi maestri del sax tenore: Sandro Satta che in questa occasione sarà accompagnato da due musicisti di autentico pregio, quali Giovanni Maier (che è anche il curatore della rassegna), al contrabbasso e Zlatko Kaucic, alle percussioni.


Il progetto che il Trio presenterà a "Il Carso in Corso" è inedito, in ogni accezione del termine. Ci sarà spazio ai suoni dell’improvvisazione, alla musica intuitiva e alla creatività a tutto tondo, sebbene i musicisti suonino da tempo assieme in ensemble e con artisti di grande valenza (Trio Doline, Orchestra Senza Confini, Viva La Black, Keith Tippett, Julie Tippett, Louis Moholo, Pino Minafra, Roberto Ottaviano).

Sandro Satta, nativo di Rovereto (TN), vive da tempo a Roma. Ha dato vita a numerose collaborazioni con musicisti italiani, come Antonello Salis e Paolo Fresu e stranieri (Pat Metheny , Lester Bowie, Don Pullen, Trilok Gurtu e Marc Ribot: autentici giganti del jazz). Ha partecipato, negli anni, ai più importanti festival in Italia (Umbria jazz, Siena Jazz, Rocella Ionica e molti altri) e in tutto il mondo. Ha inciso più di trenta LP e Cd in varie formazioni ed è docente di jazz presso il Conservatorio di Rodi Garganico.

Zlatko Kaucic, lo sciamano sloveno delle percussioni, è tra i più affermati musicisti nel panorama dell’avanguardia europea e, in quanto a collaborazioni, non è certo da meno a Satta e a Maier, avendo suonato con nomi del calibro di Paul Bley, Steve Lacy, Chico Freeman e Kenny Wheeler. Per Zlatko la vità è ritmo e i suoni vengono da lui usati per raccontare, e raccontarsi, attraverso la sua musica. È stato insignito da un’onorificenza istituzionale per il contributo alla cultura nel suo paese.

Dello staranzanese Giovanni Maier, accolto dalla critica come uno tra i migliori contrabbassisti jazz internazionali, si citano le collaborazioni con Enrico Rava, Cecil Taylor, Anthony Braxton, Franco D'Andrea, Richard Galliano, Roberto Gatto e l’ultimo dei suoi progetti, nelle edicole con il quotidiano Il Piccolo dal 23 novembre, il cd “E luce fu”, dieci inediti di jazz, per celebrare i 110 anni del Conservatorio Tartini di Trieste, dove Giovanni è docente. I brani sono composizioni originali dei componenti dell’Orchestra Laboratorio della Scuola di Jazz del Conservatorio triestino, diretta dallo stesso Maier.

Informazioni dettagliate su www.ilcarsoincorso.it

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