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Cultura > Musica > 03 Settembre 2013

Anteprima “Il volo del jazz 2013”: Remember Shakti al "Verdi" di Pordenone

Remember Shakti in concerto

Pordenone (PN) - Sarà un viaggio a ritroso nel tempo, alle origini della world music, quello proposto del quintetto “Remember Shakti”, formazione anglo-indiana capitanata da uno dei chitarristi che hanno segnato la storia del jazz, John McLaughlin, in concerto l’11 novembre al Teatro Verdi di Pordenone come anteprima de “Il volo del jazz 2013”.

Fu proprio McLaughlin, nei lontani anni Settanta, dopo gli esperimenti cominciati con Miles Davis, a tentare l’insolito mix tra il jazz e il sistema musicale indiano, dando vita a “Shakti”, formazione storica che dal 1975 al 1977 registrò tre album che testimoniano quello che il nome del gruppo rappresenta: "Intelligenza, Bellezza, e Potere".

Allora il gruppo nacque dall’incontro del chitarrista inglese con Zakir Hussain, figlio del grande Ustad Allarakha, grandissimo virtuoso della tabla. E con il violino di L. Shankar e il ghatam di T.H. Vinayakaram la formazione divenne una di quelle destinate a cambiare il corso della storia musicale. L'alchimia di quel periodo non si è mai più ripetuta fino al 1997, quando, in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario dell'Indipendenza dell'India, tutti i membri del progetto, eccetto L. Shankar, si sono riuniti per un nuovo tour. Di questi pochi concerti rimane un disco a testimonianza delle emozioni di quel momento, "Remember Shakti", da cui è poi nato un nuovo tour tutto permeato dal desiderio di partire da questa enorme quantità di materiale musicale, fuso senza seguire mode e stili, per approdare a nuove idee.

Oggi nuovi musicisti si sono affiancati ai veterani del gruppo: oltre a McLaughlin, Zakir Hussain e alla voce di Shankar Mahadavan, si è aggiunto U. Shrinivas, uomo dell'India sud, virtuoso del mandolino, strumento precedentemente sconosciuto nella musica del Karnataka, una sorta di chitarra elettrica da cui lui estrae ogni possibile combinazione, ritmica o melodica, nella tradizione Raga.

L'altro nuovo membro del gruppo, Selvaganesh, giovane musicista dalle tradizioni ancestrali, possiede una personalità musicale unica; i suoi strumenti sono il ghatam, una specie di vaso dal suono percussivo, il mridangam, altro strumento a percussione dell'India del Sud, e specialmente la kanjira, un piccolo e semplice tamburino con il quale Selvaganesh moltiplica le figure ritmiche del basso, aumentando o diminuendo il volume in maniera suggestiva, ma sempre discreta ed efficiente, al servizio del suono d'insieme.

Con questa incredibile formazione si approda quindi alla nuova versione di "Remember Shakti". Dentro questo progetto musicale c'è tutto quello che ha reso così magica la prima formula. Si ritorna alla formazione originale, con due suonatori di strumenti a corda e due spiriti percussivi: quattro forti personalità al servizio di un'unica musica.

L'improvvisazione rimane l'elemento dominante, si tratti di un monologo, di un dialogo o di una conversazione a quattro. Naturalmente la musica indiana viene alla luce con tutto il suo splendore poetico, dalla prima all'ultima nota, non lasciando mai il jazz troppo lontano, ma anche altre musiche entrano a far parte di questo girotondo di note danzanti: un po’ di blues, un po’ di funk.

Il contenuto tematico è talmente ampio e indipendente da ogni condizionamento che l'ascolto di questa musica non può che elevare lo spirito e liberare i desideri più intimi di ognuno.

Il volo del jazz è parte del marchio JAZZFVG, l’etichetta che connota la musica di qualità del Friuli Venezia Giulia.

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