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Notizie > Incontri > 25 Settembre 2007

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Il barone Georg Hütterott: il giapponismo nella Belle Époque europea ed asburgica

il barone Georg Hütterott

Trieste (TS) - “Il barone Georg Hütterott a Trieste: il giapponismo nella Belle Époque europea ed asburgica” è il titolo della conferenza in programma per giovedì 27 settembre, alle ore 17.30, nella Sala Giorgio Costantinides del Civico Museo Sartorio di Trieste. L’iniziativa aprirà un ciclo di incontri culturali organizzati dal Centro di Documentazione Multimediale della Cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata “aspettando…La Bancarella”, terza edizione della Fiera del libro dell’Adriatico orientale indetta dal CDM, che si ripeterà puntualmente nei prossimi mesi nel capoluogo giuliano.
L’incontro vede come principale protagonista la studiosa rovignese di Lingue e letterature orientali Silvia Zanlorenzi, che in passato è vissuta per tre anni in Giappone ed ha appena pubblicato un saggio all’interno dell’ultimo numero degli ATTI del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, intitolato “Il giapponismo nella Belle Epoque europea e asburgica: Il caso del barone Georg Hütterott a Trieste e Rovigno”.
Proprio per questo sua ultima opera, l’incontro di giovedì verrà introdotto dal prof. Marino Budicin, storico del CRS. Saranno presenti in sala, oltre al direttore dello stesso Centro, Giovanni Radossi, l’assessore comunale alla Cultura Massimo Greco e il presidente del CDM Renzo Codarin.
In questa occasione, verranno analizzati i legami dell’epoca di Venezia e Trieste con il Giappone, incentrati sulla figura del barone Hütterott, ai quali sarà associata anche la proiezione di alcuni frammenti cinematografici d’approfondimento sul tema.
La figura alla quale è stato dedicato questo incontro nasce a Trieste, figlio del Console del Perù, membro della Deputazione di Borsa. Uomo d’affari e di cultura, sceglie con la moglie Marie di trasferire a Rovigno la sua residenza estiva per farne un luogo di villeggiatura alla moda.
In quanto giapponista, Hütterott a Trieste si associa ad una delle celebri passioni riscontrate anche in altre nobili famiglie locali come quella dei Morpurgo e dei Revoltella, i cui membri erano, in alcuni casi, dediti al collezionismo d’oggettistica d’arte proveniente dall’estremo oriente. Allo stesso tempo, viene così a decadere, nella ricerca della Zanlorenzi, lo sbrigativo giudizio secondo cui i giapponisti dell’area asburgica fossero accomunati da un’attitudine antiborghese e anticapitalista.
A distanza di tanti anni, su Georg Hütterott, sia a Trieste che a Rovigno, si è persa memoria, anche considerando la data della sua scomparsa che risale ormai al 1910.
Una traccia del suo passaggio, lasciata sull’affresco orientale che ha lambito la Belle Epoque, viene ora riproposta con uno sguardo nuovamente attento e contemporaneo, non lontano dall’Estetica e dalla Storia.

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