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Notizie > Incontri > 26 Giugno 2013

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"Amore chiama amore risponde": alla Ubik di Trieste si presenta il libro di Cristiana dalla Zonca

"Amore chiama amore risponde" di Cristiana dalla Zonca (Giunti editore)

Trieste (TS) - Venerdì 28 giugno alle ore 18.00, presso la libreria Ubik in Galleria Tergesteo a Trieste, verrà presentato il libro di Cristiana dalla Zonca dal titolo "Amore chiama amore risponde" (Giunti editore). L'autrice dilogherà con il giornalista Alessandro Mezzena Lona, mentre Laura Bussani leggerà alcuni brani del volume.

"Si legge tutto d’un fiato e dopo rimane l’allegria, il senso delle cose importanti della vita", ha detto Susanna Tamaro a proposito del libro di Cristiana dalla Zonca.
"Amore chiama amore risponde" parla di una famiglia allegra, vera, imperfetta. Straordinaria nella sua normalità. Parla di un posto dove tornare. Perché a volte, accecati dall’apparente libertà della vita di chi non ha legami, ci dimentichiamo della solitudine che questo comporta, dell’incertezza che crea non avere qualcuno da cui tornare.

In dialogo con l’autrice
“Capita, nella vita delle donne, di solito intorno ai quarant’anni, di fare un bilancio: guardando indietro si vede e valuta il tratto di strada percorso chiedendosi se è proprio quello il tragitto che volevamo fare. È un momento in cui ci si guarda allo specchio e magari non ci si riconosce più oppure ci si rende conto di essere rimaste incastrate: quel lavoro accettato ma solo per un periodo che poi si è prolungato non si sa bene come, la rinuncia temporanea in nome della maternità, un rapporto insoddisfacente ma stabile, l’occuparsi magari solo per un po’ di un genitore anziano e così via, sono diventati da impegni temporanei alla normalità di un quotidiano di cui si è insoddisfatte e da cui non si riesce a uscire. Quando esattamente la nostra vita sia diventata così non lo sappiamo neppure più. E allora si tende a buttare via tutto, il bambino con l’acqua sporca come si usa dire, con l’idea che solo una rivoluzione radicale possa restituirci i sogni e le soddisfazioni perdute. Ma potrebbe essere un modo di vedere le cose errato, magari basta cambiare la prospettiva, o aggiustare un pezzettino, perché tutto si risolva…”.

“Spesso, parlandone o nei libri ( e certo i fatti di cronaca non aiutano) la famiglia viene descritta all’interno di situazioni negative: divorzi, lutti, rapporti persi, dolore. Ma può essere anche un luogo positivo, allegro, dove certo ci sono figli adolescenti ombrosi, con poca voglia di studiare, mariti che urlano e cene bruciate. Incomprensioni e litigi tra fratelli , ma so per esperienza che nella sua imperfezione la famiglia può essere un luogo positivo, allegro, nel quale attingere energia. Con questo libro ho voluto dire alle donne quanto sia importante ridare valore alla normalità e all’imperfesione , rispetto a dei modelli falsi e inarrivabili che la pubblicità ci propina”.

Dal libro
“Mi passo i palmi sugli occhi e li sfrego tirando la pelle. Sono così stanca. Ma è tutto vero e va messo sul piatto. Dietro le palpebre chiuse vedo i miei figli ridere e questa casa non più così ordinata che ora sento davvero mia. Vedo mio marito radersi mentre io chiacchiero dalla vasca da bagno e il mio cane bere dal bidet. Vedo l’esatta imperfezione di una famiglia vera”.

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