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Notizie > Manifestazioni > 11 Maggio 2013

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“La nostra mafia quotidiana. Gli anni della peste” di Fabrizio Gatti chiude Vicino/Lontano 2013

Fabrizio Gatti

Udine (UD) - Parte da Udine il tour del racconto scenico di Fabrizio Gatti “La nostra mafia quotidiana. Gli anni della peste”, in cui il giornalista e scrittore racconta il suo ultimo romanzo verità, da pochi giorni in libreria edito da Rizzoli. Una prima nazionale che chiude nel migliore dei modi, domenica 12 maggio a Udine, la nona edizione di Vicino/Lontano e insieme l’articolato percorso – fra dibattiti, letture e spettacoli – che il festival ha dedicato alla spinosa “questione italiana”.

Degno erede di Günter Wallraff, che con le sue indagini sotto copertura ha realizzato alcune pietre miliari del giornalismo d’inchiesta e ispirato un’intera generazione di reporter, Fabrizio Gatti è ormai il giornalista italiano infiltrato per antonomasia. Lo ricordiamo nelle vesti di rumeno impiegato in Puglia nella raccolta di pomodori, di addetto alle pulizie al Policlinico di Roma, e soprattutto di immigrato ripescato in mare e rinchiuso nel centro di permanenza temporaneo di Lampedusa.

Tutti travestimenti che Gatti ha utilizzato per denunciare dalle pagine del settimanale L’Espresso e nei suoi libri, ingiustizie, sfruttamento, illegalità e altre nefandezze, dopo averli osservati e vissuti “dal di dentro”. Nella lunga lista di premi internazionali ricevuti, anche il Premio Terzani, che gli è stato assegnato nel 2008 per Bilal - il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi, pubblicato sempre da Rizzoli. Molte delle informazioni utilizzate per il nuovo libro, Gli anni della peste, Gatti se le è procurate mimetizzato da operaio del gas, travestimento a cui è ricorso per seguire l’attività di una banda di trafficanti di droga. Per questa via è arrivato fin dentro le maglie della criminalità mafiosa, fino alle stragi di Cosa Nostra, alle collusioni fra Stato e mafia.

Nel libro si racconta di un killer ragazzino che non ha il coraggio di uccidere e che, diventato un collaboratore di giustizia, contribuisce a far condannare i vertici della ‘ndrangheta al nord. Tradito dallo Stato, che gli toglie la protezione, mantiene comunque fede al proprio impegno di testimone, anche se finirà per tornare a delinquere. Quello che succede attorno, fra Milano e la Sicilia, è descritto da un giornalista la cui vicenda si intreccia con quella del giovane killer. In questo contesto, vediamo un avvocato che ha aiutato imprenditori legati alla mafia fare strada in politica fino ad arrivare ai vertici dello Stato, così come poliziotti e funzionari asserviti al crimine. Il messaggio forte e chiaro è che dietro la storia della mafia, delle stragi, degli accordi con lo Stato, si nasconde un male più profondo: il lassismo e la corruzione diffusa, una “peste” che è riuscita a infilarsi ovunque e che fa dell’Italia il Paese che è oggi, con una presenza criminale che ormai non è più soltanto al sud ma soprattutto investe ed è molto potente anche al nord.

L’altra anteprima di domenica 12 maggio a Vicino/Lontano, sempre strettamente collegata al “caso Italia”, è l’incontro con Umberto Curi, autore per Raffaello Cortina editore del saggio Passione, in uscita il 15 maggio. In questo nuovo lavoro, il filosofo dissolve molti pregiudizi, tuttora prevalenti, sulle passioni, e attraverso l’analisi di una molteplicità di opere (dai testi filosofici ai capolavori di Mozart, dai film di Pasolini alle grandi composizioni musicali di Bach) schiude l’importanza fondamentale che alle passioni è riconosciuta nella tradizione culturale occidentale. Di “Passione politica e democrazia” Umberto Curi discuterà a Udine, alle 10 nella Chiesa di S. Francesco, insieme a Massimiliano Panarari, docente di comunicazione politica, e a un altro filosofo, Luca Taddio, con il coordinamento del giornalista Marco Pacini.

La riflessione muove dalla febbre di rivolta che sta percorrendo il nostro mondo in preda alla crisi economica e che si manifesta in nuove forme di passione e partecipazione, molte delle quali nate sul web o che nel web trovano un mezzo preferenziale di comunicazione e confronto. Non si tratta di antipolitica ma al contrario di una variante “iperpolitica” della politica. Per evitare che il Paese sia trascinato dentro una spirale populistica o sterilmente protestataria, le nuove minoranze dovrebbero esprimere élites competenti, democratiche, permeabili e inclusive: portatrici di un progetto di “pedagogia civile”. Una domanda resta comunque sospesa: può la politica – rimedio limitato e imperfetto – fronteggiare ogni malattia dello Stato senza dar luogo a fenomeni collaterali, garantendone una compiuta guarigione?

Terzo grande protagonista nella giornata conclusiva di Vicino/Lontano 2013 è la “rete”, altro tema portante di questa edizione. Il web come nuova forma del conoscere è al centro del confronto “Il sapere nella rete” (ore 11.30), a cura di Mimesis, con Raffaele Simone, uno dei maggiori studiosi europei di linguistica e filosofia del linguaggio, e lo storico e filosofo della scienza Stefano Moriggi, sempre moderati da Marco Pacini. Come tutte le grandi rivoluzioni, quella che con Internet ha dato il via all’era digitale ha prodotto cambiamenti la cui portata e le cui implicazioni non sono semplici da definire e valutare. La tecnologia sta uccidendo la creatività e il pensiero critico? Sta disperdendo nei “nativi digitali” la capacità di concentrazione, analisi e astrazione? Oppure, grazie alla velocità nell’acquisire informazioni e attivare interconnessioni ne incentiva l’intelligenza? La nota divisione fra web-apocalittici e web-entusiasti non si ricompone. È tuttavia necessario continuare a interrogarsi e a indagare per meglio comprendere un fenomeno in continua evoluzione qual è la rete, che in pochi anni ha prodotto una rivoluzione cognitiva senza precedenti che nelle nuove generazioni sta già provocando una mutazione antropologica epocale e forse addirittura cerebro-neuronale.

Si parlerà anche del ruolo “politico” della rete, delle opportunità che può offrire e dei pericoli che può nascondere. Nel confronto “La rivolta intermittente. Politica e contropolitica in rete” (ore 15) analizzano il rapporto fra rete e democrazia Carlo Formenti, docente di Teoria e tecnica dei nuovi media, e Ignacio Ramonet, semiologo ed editorialista di El Pais, moderati dal giornalista Fabio Chiusi.

Completa il quadro dei confronti “Il ritorno dell’eguaglianza” (ore 17), che inaugura a Vicino/Lontano la collaborazione con MicroMega. Il titolo è ripreso dall’ultimo almanacco monografico della rivista, in cui si ravvisa la necessità affrontare la questione troppo a lungo trascurata dell’equità. Le disuguaglianze sociali, enormemente aumentate negli ultimi decenni in tutto l’Occidente, dopo l’accelerazione subita a causa delle politiche di austerità varate dai governi per fronteggiare la crisi, sono ormai un’emergenza. È giunto il tempo di un “ritorno dell’uguaglianza” fra le parole d’ordine della lotta politica? Ne discutono gli economisti Riccardo Realfonzo, Pietro Reichlin moderati da Emilio Carnevali.

Nel programma domenicale anche la “colazione filosofica” con il filosofo Mauro Ceruti, “Istruire educare trasmettere”, appuntamento straordinario di Europensieri (Teatro San Giorgio, ore 11), e l’incontro, quasi in contemporanea all’Oratorio del Cristo (ore 11.30), “Il resto è silenzio. La scomparsa delle lingue e la perdita della biodiversità”, organizzato in collaborazione con la Società Filologica Friulana. Maurizio Gnerre e Alessandro Minelli, moderati da Mauro Pascolini, raccolgono il testimone del drammaturgo ungherese Miklós Hubay, autore della tragedia Elnémulás sulla morte di una lingua, presentata a Vicino/Lontano 2013 nella versione friulana L’ùali di Diu. Incrociando conoscenze linguistiche ed etologiche, si cerca di capire quali pericoli comporta il moto accelerato di estinzione cui stiamo assistendo e che sta accomunando la diversità biologica e quella culturale.

Il programma degli incontri all’Oratorio del Cristo prevede inoltre “Friulani altrove: imprenditori di successo” (ore 15) e Marx nella nostra crisi (ore 17). Nel primo, realizzato in collaborazione con la Società Filologica Friulana, Liliana Cargnelutti e Egidio Screm introdotti da Sergio Cecotti metteranno in luce alcune delle figure più singolari fra coloro che hanno avuto un ruolo negli eventi e nelle espressioni che hanno fatto ricca la cultura del Friuli. Nel secondo, Pier Aldo Rovatti e Massimiliano Nicoli “riscoprono” in tempi di crisi nel Capitale di Marx un giacimento di strumenti critici rimasto sepolto o perfino cancellato dalla storia interna del marxismo stesso.

Fra gli appuntamenti della giornata conclusiva di Vicino/Lontano, anche la proiezione di Books Across Balkans – on tour di Marijana Braikovic (Chiesa di San Francesco, ore 19), documentario on the road che, riannodando i fili con l’evento di chiusura della passata edizione del festival, riassume l’elettrizzante esperienza che ha portato il gruppo musicale degli Arbe Garbe in tour nelle capitali balcaniche con il loro carico di libri da consegnare alle biblioteche delle varie città, fino alla tappa finale di Sarajevo.

Con altre due importanti testimonianze, termina nella mattinata di domenica anche il programma di documentari proposti da Vicino/Lontano al Visionario. Africa Nera Marmo Bianco (ore 10.30) di Clemente Bicocchi racconta della spettacolare quanto sospetta iniziativa del presidente della Repubblica del Congo di trasferire le spoglie dell’esploratore pacifista di origine friulana Pietro Savorgnan di Brazzà da Algeri a un gigantesco mausoleo nella poverissima Brazzaville, e della resistenza opposta dalla maggior parte dei discendenti dell’esploratore, fra cui Idanna Pucci. Il mondo nel FVG nel mondo (ore 11.45) di Giorgio Cantoni, che fa parte dell’omonimo progetto del Centro Internazionale per le Ricerche e gli Studi Interculturali, ha raccolto le voci di molti giovani – immigrati e italiani – residenti in Friuli Venezia Giulia e allievi di una scuola che sempre più deve fare i conti con il plurilinguismo e il multiculturalismo d’origine di molti di loro. Le testimonianze che portano delle loro esperienze di integrazione e di contatto con l'altro rivelano punti di vista non di rado sorprendenti.

Infine, Palazzo ConTemporaneo chiude il suo mese di proposte artistiche e culturali al pubblico udinese con le “storie” di Vicino/Lontano: “Luoghi svelati” (ore 10); “Radio magica” (ore 11.30); “Laura Conti: ambieFabrizio Gatti, "Gli anni della peste"ntalista ante litteram” (ore 15); “Paesaggi del post-umano. La creatura planetaria” (ore 17), con Giuseppe O. Longo (a cura di èStoria); e “Architetti vicini e lontani. Raimondo D’Aronco e Antonio Lasciac” (ore 18.30), con Diana Barillari e Diego Kuzmin.


INFO/FONTE:
Ufficio stampa premio Terzani / Vicino/Lontano 2013
info www.vicinolontano.it

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