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Notizie > Manifestazioni > 09 Aprile 2013

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Al via la settima edizione del festival “Le Voci dell’Inchiesta”

Sergio Zavoli

Pordenone (PN) - Ai nastri di partenza la settima edizione del festival di Cinemazero “Le Voci dell’Inchiesta”, in programma a Pordenone da mercoledì 10 a domenica 14 aprile. L’unico festival italiano interamente dedicato al genere dell’inchiesta con omaggi ai grandi maestri del giornalismo, protagonisti del teatro civile, pluripremiati documentari italiani e internazionali, presentati anche in anteprima italiana.

La settima edizione del festival sarà inaugurata ufficialmente nella serata di mercoledì (Cinemazero ore 20.45) con una cerimonia inaugurale incentrata su uno dei focus di punta di quest’anno: l’omaggio ai 50 anni della più longeva rubrica settimanale di approfondimento giornalistico della RAI, TV7 (data di nascita: 20 gennaio 1963) a cui prenderanno parte alcuni protagonisti di quella schiera di "illuminati" direttori e autorevoli giornalisti-autori. In particolare, il palco di Cinemazero ospiterà personaggi del calibro di Sergio Zavoli - testimone di oltre mezzo secolo di giornalismo, a cui sarà anche dedicata un’ampia retrospettiva – Furio Colombo, Emilio Ravel, Nino Criscenti, e Silvia Samaritani Giordani (moglie di Brando Giornani, a cui è dedicato il festival di quest’anno) in un incontro condotto dal giornalista Riccardo Iacona, ‘erede’ di quella fortunata pagina di giornalismo d’inchiesta in Rai.

Già dalla mattinata di mercoledì, però, il festival entrerà nel vivo della sua programmazione. Alle 09.00, infatti, primo appuntamento della giornata con il documentario americano “Cafeteria Man”, di Richard Chisolm, presentato in sala grande di Cinemazero all’interno dei matinèe di Legality Coop: un lavoro che racconta le aspirazioni di attivisti e cittadini riuniti per cambiare le abitudini alimentari dei bambini nelle scuole.
Alle 11.00 la sede pordenonese dell’Università di Udine (Aula S1), presso il centro polifunzionale, ospiterà l’attesissima lectio magistralis di Furio Colombo (giornalista, scrittore, saggista, nonché già deputato e senatore della Repubblica italiana) dal titolo: “Dalla mobilitazione televisiva del 1968 a quella informatica del 2013”.

In attesa dell’appuntamento inaugurale, Cinemazero ospiterà anche quattro proiezioni pomeridiane, a cominciare dalle 14.00 con alcune ‘perle d’archivio’ delle Teche RAI su storici reportage di TV7. A seguire, ore 15.00, primo appuntamento con la coppia di filmmakers Massimo D’Anolfi e Martina Parenti - considerati tra i nostri migliori documentaristi e applauditissimi all’ultima Berlinale - a cui il festival dedicherà quest’anno una retrospettiva completa: in programma mercoledì il loro lavoro Grandi speranze, che racconta le esperienze di alcuni giovani imprenditori italiani.
A seguire due lavori della sezione documentari, che quest’anno apre un’ampia finestra sul cinema della realtà, con una ventina di titoli in calendario, provenienti da altrettanti paesi del mondo. Alle 16.30 un lavoro che racconta il fenomeno in crescita del cineturismo (o turismo indotto dal cinema), incentrato, in particolare, sull’industria di Bollywood, che quest’anno compie cent’anni. Nel pluripremiato Bollywood im Alpenrausch si raccontano le rincorse su prati fioriti e il rotolarsi lungo pendii innevati nel cuore delle Alpi svizzere delle star del cinema indiano più popolare: negli ultimi tempi Bollywood pare prediligere locations più “esotiche”, come la Svizzera, appunto, che negli ultimi anni ha registrato un incredibile aumento di turisti (325.000 solo l’anno scorso) provenienti dal continente indiano. Alle 17.45 in programma Space Tourists dove la benestante Anousheh Ansari, iraniana residente negli Stati Uniti, realizza il suo sogno: essere la prima donna turista dello Spazio.

La serata di apertura, dopo la pagina dedicata a Tv7, sarà suggellata da uno degli eventi di punta della sezione dei documentari, inseriti nel percorso “Voci negate”: alle 22.30 proiezione di “Five broken cameras”, il primo documentario palestinese ad essere candidato al premio Oscar, firmato dal regista e contadino palestinese Emad Burnat che narra per immagini la resistenza nonviolenta del villaggio palestinese di Bil’in in West Bank al di l’à del muro. Nel film cinque capitoli sono scanditi dalla rottura di altrettante telecamere impugnate dal regista per documentare la sua lotta nonviolenta contro l’armata israeliana.

Il festival, che proseguirà fino a domenica 14 aprile, si soffermerà anche sulla ricorrenza dei 50 anni della tragedia del Vajont, il più grande disastro naturale provocato dall'uomo, Furio Colomboe ospiterà (venerdì 12 alle 20.45) come evento speciale lo spettacolo di teatro civile “E’ stato la mafia”, firmato da Marco Travaglio, affiancato in scena dall’attrice Isabella Ferrari: a tournèe già conclusa l’ultima occasione per assistere allo spettacolo prodotto da Promomusic in una replica ideata e pensata appositamente per la manifestazione pordenonese.

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