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Notizie > Incontri > 06 Marzo 2013

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Casa Zanussi: don Luciano Padovese racconta il "mondo interiore" di Armando Pizzinato

Armando Pizzinato e Luciano Padovese

Pordenone (PN) - Appuntamento imperdibile venerdì 8 marzo, alle 17.30 al Centro Culturale Casa A. Zanussi di Pordenone dov’è di scena il ciclo di incontri “Armando Pizzinato. Ritorno a Casa Zanussi”: intorno al tema “Mondo interiore di Pizzinato. Testimonianza da un sodalizio” relatore d’eccezione sarà don Luciano Padovese, direttore del Centro Casa Zanussi e per decenni amico dell’artista, con cui divise molte stagioni di impegno personale e culturale.

Particolarmente toccante il ricordo che don Luciano Padovese consegna oggi alla città, ripensando al cammino condiviso con Armando Pizzinato: «Sin dal primo incontro con Armando e dagli innumerevoli altri che si sarebbero susseguiti per decenni, fu come l’approccio di due che si fossero conosciuti da sempre. Al di là delle diversissime appartenenze fu evidente che avevamo una comune piattaforma di convinzioni e sensibilità. Constatai, allora, la lungimiranza di Giovanni XXIII che già diversi anni prima (1962) aveva affermato che non capiva perché non si potessero accettare dialogo e collaborazione con chi pur fosse di diversa ideologia, “per fare insieme cose in sé buone”.

E cose molto buone mi pare siano derivate per il Centro che dirigevo, per Pordenone e per la sua giovane provincia dal dialogo e collaborazione con Pizzinato e tanti suoi amici/compagni (artisti, critici, collezionisti, ecc.) con cui in occasione della sua prima mostra da noi (1970) e poi in seguito fu possibile instaurare un legame di impegno comune. Innanzitutto, proprio con gli stimoli di Pizzinato il nostro giovane Centro Culturale, aperto nel settembre 1965, anche con la sua Galleria Sagittaria, potè fare un salto di qualità.

Con il suo modo di esprimere opinioni – che corrispondevano ad altrettanti dictat – ci convinse a dare ambienti nuovi e molto più “nobili” allo spazio dell’arte. Collaborò alla pubblicazione di vere monografie per le sue due mostre (la seconda di grafica nel 1973) e quindi per quelle che vennero dopo, con apporti di personalità della critica nazionale. Ci avviò ad avvalorare le mostre con dibattiti ancora con personaggi di primo piano. Diede un forte contributo, con il dono di tante sue opere, ad un arricchimento dei fondi di arte contemporanea del Museo Civico di Pordenone. Si interessò, con una vera e propria campagna, per salvare dall’abbandono e dalla graduale distruzione Poffabro, antico e bellissimo borgo vicino a Maniago, luogo di nascita di Pizzinato. La pubblicazione di una monografia e un acceso dibattito pubblico, animato dall’artista, diedero il via all’impegno di recupero da parte delle istituzioni».

Fino al 9 giugno nella Galleria Sagittaria resta visitabile la grande mostra “Armando Pizzinato. Il contesto pordenonese 1925 – 1940”, curata dal critico Giancarlo Pauletto (ingresso gratuito, visite 16.00-19.00 chiuso lunedì; info: www.centroculturapordenone.it).

L’omaggio espositivo della Galleria Sagittaria è promosso dal CICP con l'Amministrazione Comunale e con la collaborazione dell'Archivio Armando Pizzinato di Venezia, a cura del critico Giancarlo Pauletto. La mostra riprende idealmente il testimone dell’ultimo omaggio espositivo della città di Pordenone ad Armando Pizzinato, che proprio la Galleria Sagittaria aveva ospitato nel 2005, a un anno dalla scomparsa dell’artista, e che faceva seguito ai precedenti allestimenti dedicatigli negli spazi della Sagittaria, a Casa Zanussi, nel 1970, 1973 e 1984.

Il percorso espositivo offre un eccezionale sguardo retrospettivo sulla scena artistica di Pordenone a cavallo delle due guerre, con opere di una ventina di artisti pordenonesi, alcuni amici di Pizzinato. Fra gli altri, Piero Bottos, Franco Brunetta, Vittore Antonio Cargnel, Duilio Corompai, Augusto Culòs, Luigi De Paoli, Federico De Rocco, Tiburzio Donadon, Ado Furlan, Umberto Martina, Italo Michieli, Mario Moretti, Armando Pizzinato, Eugenio Polesello, Pio Rossi, Guseppe Scaramelli, Tullio Silvestri, Virgilio Tramontin, Luigi Vettori, Luigi Zuccheri. E’ importante sottolineare che circa un terzo delle opere esposte sono del tutto inedite, e quindi costituiscono una vera primizia.

"Si potrà riconoscere, nella Pordenone artistica degli anni ’20 e ’30 – osserva ancora il curatore Giancarlo Pauletto - la fondamentale presenza della tradizione tardo ottocentesca veneziana - compresi i suoi risvolti simbolisti".

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