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Notizie > Incontri > 26 Novembre 2012

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Interno con figure: dietro le quinte della mostra "Colei che sola a me par donna"

Colei che sola a me par donna

Trieste (TS) - Mercoledì 28 novembre, alle ore 17.30, presso la sala “Bobi Bazlen” di palazzo Gopcevich, in via Rossini 4 a Trieste, nell’ambito del ciclo di conversazioni "Interno con figure. I mercoledì della Fototeca & dei Civici Musei di Storia ed Arte" si terrà l’incontro Dietro le quinte della mostra “Colei che sola a me par donna. Femminilità tra letteratura e vita quotidiana nell’Umanesimo”, a cura di Cristina Fenu e Alessandra Sirugo.

Nella mostra “Colei che sola a me par donna. Femminilità tra letteratura e vita quotidiana nell’Umanesimo”, di cui è ancora visitabile la sezione allestita presso il Museo Petrarchesco-Piccolomineo, Cristina Fenu e Alessandra Sirugo hanno inteso delineare un itinerario nella storia di genere nei secoli di Francesco Petrarca e di Enea Silvio Piccolomini. La collaborazione con i Civici Musei Sartorio e di Storia Patria ha arricchito sia la sezione ancora aperta, curata da Alessandra Sirugo, che quella esposta presso la Sala Veruda fino al 23 settembre scorso, curata da Cristina Fenu.

Lo specchio e lo sguardo sono state le chiavi di lettura delle sezioni dedicate al corpo della donna: oggetti, stoffe, arredi, assieme a manoscritti e libri, tra i quali spiccano i trattati di medicina del XVI secolo. Tra ginecologia e fitocosmesi, tra erbari e ricette di bellezza, tra moda e diete si è delineato il modello femminile dal punto di vista dell’uomo. E l’educazione si è tradotta nella formazione della perfetta moglie e madre, scelta in base al catalogo delle doti fisiche e morali.

Il ruolo della donna nella famiglia e nella società si legge in filigrana negli Statuti triestini e patriarcali, nei patti dotali e nei testamenti delle donne: alcune scelsero la via del convento e, provenendo da famiglie influenti, sfuggirono all’anonimato ponendosi alla guida di comunità religiose o conquistando con la loro devozione un ruolo di protagoniste nella vita della comunità.


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste







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