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Notizie > Incontri > 22 Novembre 2012

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Irse: lo storico Francesco Leoncini racconta "L'Europa del disincanto vista dall'Est"

Francesco Leoncini

Pordenone (PN) - Secondo appuntamento per il ciclo di incontri “In cerca di Europa” promosso dall’IRSE - Istituto Regionale di Studi Europei del FVG, in programma fino al 20 dicembre nella sede di Casa Zanussi a Pordenone. Ospite di spicco, giovedì 29 novembre, alle 15.30 nell’Auditorium del centro culturale Zanussi in via Concordia 7, sarà lo storico dell’Europa centrale e saggista Francesco Leoncini, voce fra le più autorevoli della riflessione geopolitica, curatore del recente volume “L’Europa del disincanto: dal '68 praghese alla crisi del liberismo” (Rubbettino).

"L'Europa del disincanto vista dall'Est" è appunto il tema dell’incontro, che a partire dal recente saggio - un bilancio dei primi vent’anni delle società postcomuniste - si soffermerà sulle condizioni sociali e politiche delle nuove democrazie, evidenziando le pesanti involuzioni e anche un certo conseguente “disincanto” delle popolazioni, convinte che alla fine del comunismo si potesse aprire un lungo periodo di pace e di prosperità. Gli obiettivi della primavera di Praga di creare un “socialismo dal volto umano” sono oggi più attuali che mai – ha affermato Leoncini – proprio nel momento in cui il modello neoliberista impostosi ovunque dopo l’89 mostra in tutta evidenza il suo fallimento.

Ingresso libero, è comunque gradita l’iscrizione, facendo pervenire i propri dati alla Segreteria Irse (irse@centroculturapordenone.it, tel. 0434-365326).


Francesco Leoncini, già docente di Storia dei Paesi Slavi e Storia dell’Europa Centrale all’Università Ca’ Foscari di Venezia è impegnato nello studio delle trasformazioni sociali in termini comparati tra Est e Ovest dell’Europa. Fin dagli anni '70 si è dedicato ai movimenti di opposizione nel blocco sovietico e alla rivalutazione della figura e del pensiero di Tomás Garrigue Masaryk, quale precorritore dell’integrazione europea. Ha tradotto la sua opera programmatica La Nuova Europa. Il punto di vista slavo. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo L’Europa centrale. Conflittualità e progetto. Passato e presente tra Praga, Budapest e Varsavia e L’opposizione all’Est 1956-1981. È membro onorario della Società Masaryk di Praga e fa parte del Consiglio di amministrazione della Société Européenne de Culture.

Con Rubbettino editore ha recentemente pubblicato Alexander Dubcek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea e L'Europa del disincanto. Dal '68 praghese alla crisi del neoliberismo. In quest’ultimo saggio, focus portante è la ricerca, attraverso l'esame di alcuni casi specifici, delle motivazioni profonde e delle origini di quel processo di progressiva decostruzione ideale e sociale che portò alla fine del blocco sovietico e della Jugoslavia. Nello stesso tempo si approfondiscono gli enormi problemi (tensioni nazionaliste e disgregazione stessa degli Stati, abbattimento del welfare) che si sono successivamente aperti, tali da suscitare per certi versi un "crudele rimpianto" del passato, non solo ad Est. Il fallimento del sistema neoliberista ha messo a nudo tutte le contraddizioni che nel corso di questi anni si sono accumulate nelle società europee, aggredite da corruzione e gestione arbitraria e verticista dell'economia. Questa Europa, specialmente nella sua componente giovanile, ormai non crede più nelle attuali classi dirigenti, che hanno ridotto la democrazia a una mera formalità, a un flatus vocis, e dal disincanto sta rapidamente passando alla rabbia e all'indignazione.

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