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Notizie > Incontri > 17 Novembre 2012

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Al Museo Teatrale "Schmidl" si festeggiano i 50 anni del Coro Illersberg

Coro Antonio Illersberg

Trieste (TS) - Martedì 20 novembre, alle ore 17.30, il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” (Palazzo Gopcevich, Via Rossini 4, Trieste) ‘festeggia’ il cinquantesimo ‘compleanno’ del Coro Antonio Illersberg con la presentazione del CD “Cinquant’anni di canto”, realizzato in questi giorni dal coro stesso, con il sostegno dei Rotary Club di Trieste, Trieste Nord e Muggia.
Il disco, contenente 22 brani, verrà a giorni distribuito in allegato al quotidiano “Il Piccolo”.

Introdotti dal Conservatore dello “Schmidl” Stefano Bianchi, intervengono il Direttore del coro Tullio Riccobon, il responsabile delle pagine culturali del “Piccolo” Alessandro Mezzena Lona e la scrittrice e ricercatrice Liliana Bamboschek.

Nato nel 1962, dalla fusione dei preesistenti complessi “Carniel” e “Montasio”, il coro “Antonio Illersberg” ha attraversato mezzo secolo di vita cittadina con le sue esecuzioni folkloriche e polifoniche, ed ha rappresentato la città in concerti e concorsi nei cinque continenti, ragione per la quale gli è stato conferito il “San Giusto d’oro”, premio che la città destina ai suoi migliori “ambasciatori nel mondo”.

Riducendone l’attività alla mera aridità statistica, in cinquant’anni l’Illersberg ha sostenuto quasi seicento esecuzioni pubbliche in Europa, Asia, Africa, nelle Americhe e in Australia. Ha vinto inoltre 23 primi premi nei principali concorsi internazionali (più due medaglie d’oro e vari piazzamenti), un palmarés che ne fa il più titolato coro italiano. Nell’organico si sono avvicendati circa 150 elementi (cinque presenti dalla fondazione, incluso il presidente Bruno Dapretto); la preparazione ha comportato più di diecimila ore di prove (un anno abbondante, ventiquattr’ore per trecentosessantacinque giorni). Il repertorio completo è di oltre cinquecento brani tra folklore e polifonia, in parte incisi in 15 dischi, dai vinili, ai 45 extended play, ai cd.

Ha scritto il critico Gianni Gori: «Il suo stile interpretativo affranca il canto corale da ogni effettismo popolaresco, da ogni ridondanza sonora, per puntare diritto alle ragioni della musica».


INFO/FONTE: Ufficio Stampa Comune di Trieste

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