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Notizie > Incontri > 16 Giugno 2007

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“Onde mediterranee”: la letteratura e il pensiero al capo nord del Mediterraneo

Moni Ovadia

Monfalcone (GO) - ”Lettere mediterranee” esordisce in seno alla decima edizione del festival internazionale Onde Mediterranee come sede di approfondimento culturale, di confronto e di dibattito, di scambio e di condivisione di idee. La breve rassegna consiste in una serie di tre incontri, curati dal filosofo Neri Pollastri, che si svolgono a Monfalcone, nell’accogliente e centralissima Piazza Falcone e Borsellino, a partire dalle ore 21, e vede come protagonisti alcuni autorevoli nomi del panorama culturale d’oggi.
La prima serata di sabato 30 giugno ospita l’eclettica e sferzante personalità del grande attore, musicista e scrittore Moni Ovadia, mentre al centro dell’incontro di mercoledì 4 luglio è il notissimo e provocatorio filosofo, autore di numerosi saggi e seguitissimo docente dell’Ateneo triestino, Pier Aldo Rovatti. Il ciclo si conclude giovedì 5 luglio con Franco Cassano, figura tra le più illuminate e versatili dell’odierno scenario nazionale ed internazionale degli studi socio-filosofici.
Ad accompagnare ed arricchire la cornice dei dibattiti, gli interventi musicali di grande raffinatezza e importante valore artistico di Giorgio Pacorig al pianoforte (30 giugno), Claudio Cojaniz, ancora al pianoforte (4 luglio) e Romano Todesco alla fisarmonica (5 luglio).
Punto focale degli incontri, volti a coinvolgere il pubblico e a stimolare la condivisione di pensieri e riflessioni, è, come vuole il soggetto della rassegna, la situazione socio-culturale di quella realtà immensa ed affascinante che è il Mediterraneo: costeggiando per migliaia e migliaia di chilometri i paesi più diversi, ricchissimi di storia, di risorse, di antiche e profonde tradizioni, esso è da sempre culla quasi paradossale del pensiero occidentale e delle più profonde radici del mondo islamico, animato assieme da radicali conflitti e precise convergenze, da nette frontiere e importanti elementi unificatori.
La scelta di affidare la cura di questa rassegna a un filosofo delle nuove generazioni, come Neri Pollastri, dallo spirito innovatore e così votato ad una concezione “pratica” della filosofia non è certo casuale.
Docente di Teoria e Prassi della consulenza filosofica all’Università di Ca’ Foscari di Venezia e autore, tra gli altri, de “Il pensiero e la vita” (2004) e “Consulente filosofico cercasi” (2007) per Apogeo, Pollastri è tra i primi sostenitori in Italia dell’importanza della “consulenza filosofica” come introduzione a un processo di riflessione critica sulla visione del mondo.
L’approccio di Pollastri ben si combina con la volontà di comunicazione e di scambio sulla quale vertono gli interventi, pur diversissimi, dei tre autori protagonisti.
Il primo a “mettersi in gioco” sabato 30 giugno è il finissimo mattatore Moni Ovadia, che non ha certo bisogno di molte presentazioni: dopo l’affermazione presso il grande pubblico con il celeberrimo “Oylem Goylem”, è stato ed è autore di spettacoli, progetti, libri di grande successo, in cui ripercorre le sue tappe di viaggiatore senza confini, tra paesi e società diverse.
Ed è proprio grazie a questa sua inquieta identità errante che Ovadia accosta e rivede nell’interculturalità e nei conflitti del Mediterraneo tutto il difficile percorso di “emozione, umori, esilio, spaesamento, sradicamento e precarietà” delle sue origini ebraiche.
Tutto questo diventa una grande forza, in mano alla straordinaria, sagace ed acutissima “Ironia itinerante” (questo il “titolo” del suo incontro) di un così grande artista. Dopo “L’Ebreo che ride” e “La Ballata di fine millennio”, è ora il momento di una “rivisitazione” della storia del comunismo con “Lavoratori di tutto il mondo, ridete”, il suo ultimo lavoro editoriale, da poco uscito per Einaudi, che Ovadia presenta per la prima volta sul territorio regionale proprio a “Lettere mediterranee”: ideali, dedizione, tradimenti e dolori del comunismo sovietico rivisti attraverso la “lente dell’umorismo: l’arma più potente che abbiamo per prevenire la violenza”.
E ancora il “gioco”, sintomo di curiosità e lontano dalla pura speculazione fine a se stessa, è dinamica centrale dell’incontro di mercoledì 4 luglio, con Pier Aldo Rovatti.
Docente di Filosofia contemporanea all’Università di Trieste e sostenitore, assieme a Gianni Vattimo, del “pensiero debole”, nonché direttore della Rivista Aut Aut e collaboratore, tra le altre testate, del quotidiano “la Repubblica”, Rovatti introduce il proprio orientamento con “La rinascita del gioco del pensiero”.
Si affaccia nuovamente l’idea della “consulenza filosofica”, ritenuta ben distante da qualsiasi forma di psicoterapia (da qui il provocatorio titolo del suo ultimo saggio “La filosofia può curare?”, Raffaello Cortina, 2006), ma piuttosto accostata a un pensiero del gioco o di un pensiero-gioco (in gioco, giocato, ecc.), contrapposto alla chiusura del pensiero stesso.
L’esercizio di vita di mettersi, appunto, in gioco, di rimanere consapevolmente in esposizione continua verso il mondo, è la base di una nuova mentalità, di un ascolto aperto. E’ così che si potrebbe generare quella linea unificante tra le diverse culture, tra i popoli distanti, tra le tradizioni opposte che compongono il panorama mediterraneo; ed è così che, allargando gli spazi del pensiero, si potrebbero abbattere quelle barriere ideologiche, religiose e sociali che allontanano oggi le rive del nostro mare dal possibile destino di pace, dal rispetto delle autonomie, dalla convivenza e dal valore della conoscenza reciproca.
“L’alternativa mediterranea” è il tema esplicito dell’incontro di giovedì 5 luglio con Franco Cassano, docente di Sociologia della conoscenza all’Università di Bari e attentissimo esploratore dell’identità e dello sviluppo del pensiero e delle potenzialità dell’area meridionale (il più celebre dei suoi lavori è senz’altro “Il pensiero meridiano”, uscito per Laterza nel 1996) e mediterranea in generale.
Il titolo dell’incontro ricalca la sua ultima, corposissima e fondamentale raccolta di saggi curata da Cassano stesso, assieme a Danilo Zolo (Feltrinelli, 2007).
Il nuovo volume rappresenta la summa di molti anni di approfondimenti, riflessioni e spunti, nati dal confronto e dal dialogo con molti studiosi; riflessioni e spunti che il sociologo e il suo interlocutore si propongono, ora, di ripercorrere con la partecipazione del pubblico monfalconese. Ultima di molte, imprescindibili pubblicazioni sull’argomento, ne “L’alternativa mediterranea” Cassano ipotizza di rendere concreti degli strumenti per cui l’area del Mediterraneo possa avviare un processo di pacificazione e sviluppo in cui l’Europa unificata si metta a diretto confronto con le realtà islamiche.
Solo con la reciproca conoscenza, con un corretto processo di mediazione e di eliminazione di ogni fondamentalismo, il grande tesoro Mediterraneo potrebbe realizzare appieno la sua fondamentale posizione strategica e diventare così un ricchissimo spazio di sviluppo e di cooperazione.
Gli interventi musicali, che introducono il dibattito e vi si intersecano, intervengono come ulteriore momento di riflessione e come contributo alla cifra della contaminazione stilistica e culturale. I tre protagonisti, eccellenti musicisti provenienti dal territorio regionale, ma di grande fama nel panorama jazzistico (e non solo) nazionale, si impongono per la grande forza e per la diversità delle personalità artistiche.
Giorgio Pacorig è pianista, tastierista e compositore che nei numerosi anni della sua carriera sperimenta le più diverse formazioni (con, tra gli altri, musicisti quali Cojaniz, Trovesi, Mattia, U. T. Ghandi, Romani, Majer, Rava) spaziando dal jazz alla musica elettronica, dalla musica per film alla musica improvvisata.
Della musica di Claudio Cojaniz, si dice che “è come la sua terra”: la simbiosi con il suo territorio e una grande attenzione poetica al linguaggio del proprio strumento lo hanno portato al suo pianismo misto di jazz, blues, swing e improvvisazione, risultato di un’altissima e profonda ricerca intellettuale.
Romano Todesco colpisce invece per l’ecletticità (è polistrumentista di grande sensibilità che sfrutta particolare attenzione il timbro profondo del contrabbasso e gli effetti, spesso stupefacenti nelle sue mani, della fisarmonica). Esploratore dei più diversi generi, anch’egli affonda le radici della sua musica nel jazz (con cil pianista Giorgio Pacorigollaboratori internazionali del calibro di Buchwald e Phil Carli) e compone anche musiche per film per il cinema muto, eseguite dal vivo dalla Zerorchestra di Pordenone, di cui è tra i fondatori.
Tutti gli appuntamenti della rassegna saranno ad ingresso libero. Per maggiori informazioni contattare lo 0432-523989 (www.ondemediterranee.it; e-mail: lettere@ondemediterranee.it).

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