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Crali e il Futurismo

Tullio Crali

La mostra dal titolo Crali e il Futurismo "spiega” il Futurismo con una “sintetica” parte pittorica e documentale di provenienza pubblica e privata.
Per la parte pittorica, l’esposizione presenta oltre ottanta opere di Tullio Crali (Igalo 1910 - Milano 2000), noto in Italia e nel mondo soprattutto per la sua bravura di aeropittore, ultimo, coerente e irriducibile futurista.

Saranno esposti soprattutto dipinti, ma pure disegni a matita, penna e flowmaster e litografie, provenienti per la maggior parte dal fondo personale dell’artista, che documentano 70 anni di creativita’:
dai primi acquerelli e tempere a soggetto aereo ai brillanti dipinti sulle esibizioni delle Frecce Tricolori; dal dinamismo plastico delle Forze della curva (1930) alla breve ma fertile esperienza espressionista sul tema dei Fiori del male di Baudelaire; dai dipinti a soggetto cosmico riferibili al linguaggio di Prampolini alle visioni in terra di Francia e ancora alla splendida, originale lettura e rappresentazione della modernita’ spaziale. Un’antologia di arte e vita di un grande artista, nato in Dalmazia e a lungo vissuto a Gorizia.

Tra le opere esposte brilla l’unica opera di provenienza pubblica, Prima che s’apra il paracadute (1939), che giunge dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, scelto dal Guggenheim Museum di New York, tempio dell’arte contemporanea, tra i 300 piu’ importanti dipinti futuristi italiani, quale immagine di copertina al catalogo della piu’ grande mostra internazionale sul Futurismo mai realizzata Italian Futurism (1909-1944) : Reconstructing the Universe.

Nel 1940 Marinetti aveva pubblicamente attestato alla radio “Crali tratta poeticamente acciaio, alluminio, cromatismi e vernici entrando nella trasfigurazione propugnata dall’aeropittura e trova la soavità dei toni turchini, verdolini e madreperlacei che garantiscono l’autenticità dell’altezza, sospesa, volante”.

Sarà esposto in mostra anche un dipinto inedito di Giacomo Balla, acquistato da Crali direttamente dall'autore, “il solo quadro che io abbia mai comperato, sia perché non sono un collezionista sia perché mai ho chiesto un dono agli amici pittori”, come racconta Crali stesso in “Una vita per il Futurismo. Tra scossoni e vuoti alla ricerca di quota”.

Per la parte documentale saranno esposti numerosi documenti, riviste, cataloghi di mostre futuriste del tempo, libri d’epoca e i famosi “ manifesti” a stampa, di cui Marinetti, geniale e generoso capo del Futurismo, si servì ampiamente per far conoscere in forma dinamica e crescente le linee guida e la visione arte-vita del movimento.

Fra le opere che più incisero sul linguaggio artistico italiano e non solo, si vuole citare Pittura scultura futuriste di Umberto Boccioni, Zang Tumb Tumb e Uccidiamo il chiaro di luna di Marinetti e L’arte dei rumori di Luigi Russolo, oltre ad alcune opere a stampa di quel vero mago della pubblicità che fu Fortunato Depero.


Crali e il Futurismo
Galleria Comunale
Piazza Camillo Benso Conte Di Cavour 44
Monfalcone
GO
Dal 22/02/19 al 12/05/19

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