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A Sarajevo il 28 giugno

A Sarajevo il 28 giugno

Varata nel 2015 e nata dalla collaborazione fra il Teatro Stabile regionale e il Comune di Trieste, la creazione dello spettacolo di produzione “A Sarajevo il 28 giugno” negli spazi del Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez” è stata accolta con grande interesse. Ispirato dall’importante centenario della Grande Guerra da un’intuizione dello scrittore e giornalista Paolo Rumiz, “A Sarajevo il 28 giugno” di Gilberto Forti ha vissuto così una prima serie di fortunate recite estive, a cui sono seguite in ogni stagione altre repliche, anche in matinée riservate alle scuole. Ora viene programmato nuovamente, in risposta alle richieste che il Teatro ha continuato a ricevere.

“A Sarajevo il 28 giugno” si dipana dall’attentato di Sarajevo di cui furono vittime l’Arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia: un gesto crudele che scosse l’Europa e scatenò la Prima guerra mondiale. Tratteggia dunque una pagina fondamentale, il cui senso si amplifica fra i cimeli, i cannoni, i carri conservati al Museo “de Henriquez”.

L’episodio viene raccontato secondo il modello delle “interviste impossibili”, da figure dell’epoca che in costume storico attendono il pubblico in diverse zone del Museo: gli attori della Compagnia Stabile danno vita così ad un archivista, ad una donna che presenziò alle esequie degli Arciduchi, ad un inge- gnere che illustra il percorso del corteo su cui si compì l’attentato, al medico che si occupò, in prigionia, dell’attentatore Gavrilo Princip... una galleria ampia da cui possono essere scelti diversi profili, ognuno dei quali restituisce un tassello di memoria.

Le diverse testimonianze sono recitate dagli ottimi attori con- temporaneamente nei vari spazi del Museo e ripetute più volte, in modo che ogni spettatore, spostandosi, possa seguire tutte le parti della pièce. A scandire il passaggio fra i diversi momenti è la musica del Quartetto Iris: brani di Johann Strauss figlio e Franz Schubert, anch’essi frammenti di un mondo che il turbine del conflitto spazzerà via. Quel 28 giugno 1914 due colpi di pistola fecero rullare i tamburi in tutta Europa, e nelle fabbriche si misero all’opera per costruire nuove, impressionanti macchine da guerra. Per un mese, un mese esatto rimasero nascoste, pronte ad entrare in azione e portare via il mondo di ieri, per gettarci nel Moderno. Alcuni compresero quei colpi, altri intuirono qualcosa, altri ancora non si resero conto, non videro le armi nascoste. “A Sarajevo il 28 giugno” racconta quel mondo di ieri nel momento in cui inizia la sua svolta finale.

A Sarajevo il 28 giugno
Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez”
via Costantino Cumano, 22
Trieste
TS
Dal 09/03/18 al 18/03/18

Per maggiori informazioni
Telefono: 040-3593511
Email: info@ilrossetti.it
Sito web: http://www.ilrossetti.it

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