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Il canto e la fionda

Il canto e la fionda

«Poeta, profeta, disturbatore delle coscienze, uomo di fede, uomo di Dio, amico di tutti gli uomini» così il cardinale e arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini definì padre David Maria Turoldo (1916-1992), che – nel centenario della nascita – è stato celebrato da molte iniziative in Friuli Venezia Giulia, sua regione d’origine. Fra esse brilla “Il canto e la fionda”, prodotto dal CSS, scritto e diretto da Massimo Somaglino con protagonista Fabiano Fantini, che lo Stabile regionale ospita nell’intento di onorare e ricordare ulteriormente una figura tanto significativa.

Nel 1938 padre Turoldo emette i suoi voti religiosi a Vicenza assumendo il nome di David: ha appena ventidue anni ma il nome del personaggio biblico sembra far presagire – come ha sottolineato il suo amico padre Camillo De Piaz – che “i salmi e la fionda” saranno nel suo destino. I canti per esprimere la sua fede adamantina, e la fionda invece per l’impegno civile e politico con cui ha attraversato senza paura – e pagandone le conseguenze – tutti i momenti più complessi del Novecento. Nato a Coderno del Friuli, ultimo figlio di una famiglia molto povera, Padre Turoldo ha sempre coniugato il credo cristiano a quest’impegno e alla dimensione intellettuale e artistica di poeta, saggista, drammaturgo e sceneggiatore cinematografico. Lo spettacolo ripercorre la sua biografia restituendone la coerenza assoluta fra il dire e il fare, la difesa della Chiesa come casa di tutti gli uomini, la centralità dei poveri, la ricerca di un Dio a contatto con la gente…

La chiave scelta da Somaglino e Fantini è felicissima e ne scaturisce un momento di teatro intensamente comunicativo, come ha notato il critico del Messaggero Veneto, Mario Brandolin: «Uno spettacolo di struggente verità e bellezza, intenso e necessario, poetico e vivo, di quella vitalità straripante, contagiosa, spesso provocatoria e scandalosa, che è stata poi la grandezza dell’avventura esistenziale di Turoldo frate e poeta. Qui affidata a un gruppo di sette giovani attori, che meglio non potevano incarnare e trasmettere l’esortazione alla speranza così cara a Turoldo, loro stessi essendo segno di speranza. Un bellissimo cortocircuito fra personaggio rappresentato e interpreti, innestato da una sapiente scrittura drammaturgica ricca di squarci emotivi e intellettuali, e da una regia, altrettanto ispirata, che nell’essenzialità di pochi oggetti di scena come dei costumi che rimandano alla ritualità, alterna momenti di profonda commozione e altri di sorridente leggerezza».

Il canto e la fionda
Politeama Rossetti - Sala Bartoli
largo Giorgio Gaber, 1
Trieste
TS
Orario - Ingresso: 21.00, 19.30, 17.00
Dal 09/01/18 al 14/01/18

Per maggiori informazioni
Telefono: 040-3593511
Email: info@ilrossetti.it
Sito web: http://www.ilrossetti.it

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