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“Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill

“Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill



«È sempre la famiglia quella che si mette in scena, come se il grande sogno americano non potesse se non partire da lì, dove tutto ha inizio e dove tutto a volte si conclude. Una lunga notte, ancora in compagnia di un fiume di alcool, questa volta con in più anche il senso di una malattia, e la dipendenza da droghe. Anche qui ciò che m’interessa non è tanto uno spaccato americano, per di più in questo caso con personaggi d’origine irlandese, ma la forza dei dialoghi e la possibilità di costruire quattro grandi interpretazioni» scrive nelle note di regia Arturo Cirillo che si appresta a portare in scena “Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill, a conclusione di un trittico tutto incentrato sulla drammaturgia statunitense (nelle passate stagioni è stata la volta di Tennessee Williams ed Edward Albee). Nel dramma di O’Neill il regista intravvede un’enorme celebrazione dell’immaginazione, e quindi del teatro stesso, dove i personaggi hanno continuamente un doppio binario di menzogna e verità.

L’autore ha disseminato il testo di accenni autobiografici e ha imposto che non venisse rappresentato che dopo la sua morte: andò in scena nel 1956 con enorme successo, e valse a O’Neill il Pulitzer (il primo tributato postumo nella storia del premio). Come è tipico della sua scrittura, anche in quest’opera – considerata fra i suoi capolavori – egli concepisce il testo come un viluppo di tensioni sempre pronte a scattare, di frustrazioni e di accuse e vi esprime temi fondamentali per il teatro del Novecento, come per quello attuale: il senso di colpa, la solitudine, la frustrazione, la dipendenza.

Il microcosmo malato della famiglia Tyrone, al centro del dramma, è composto da una coppia anziana, James e Mary Tyrone e i loro due figli, Jamie ed Edmund. James viene dalla povertà ma si è guadagnato il benessere: è stato un attore di successo (soprattutto per un tipo di ruolo cui è rimasto fin troppo legato) e vive nella parsimonia e interessandosi a investimenti nei terreni. Al suo fianco Mary, che preoccupa la famiglia per la sua dipendenza dalla morfina, conseguenza di un problema di salute: sempre più assente, vagheggia la sua infanzia serena e le ambizioni di concertista, sacrificate al matrimonio. Ma nemmeno la nuova generazione, quella dei figli, è felice: Edmund, il minore e preferito dalla madre, ha viaggiato a lungo e ritorna gravemente ammalato. Jamie che dovrebbe essere attore come il padre, ha con questi un rapporto conflittuale, soffre del declino della famiglia colpevolizzandosi e cercando conforto nell’alcool.

INFO/FONTE: http://www.ilrossetti.it

“Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill
Politeama Rossetti - Sala Assicurazioni Generali
largo Giorgio Gaber, 1
Trieste
TS
Orario - Ingresso: 20.30 (serali); 16.00 (pomeridiani)
Dal 14/03/18 al 18/03/18

Per maggiori informazioni
Telefono: 040-3593511
Email: info@ilrossetti.it
Sito web: http://www.ilrossetti.it

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