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Ute Lemper: “Songs for eternity”

Ute Lemper

In occasione del suo esordio al Politeama Rossetti nel 2013, con “Last Tango in Berlin”, Ute Lemper ha regalato una serata di livello elevatissimo, un impetuoso flusso di emozioni, talento, classe, bellezza… Chi c’era ne avrà memoria vivissima e non potrà esimersi dal farsi calamitare ancora dalla voce suadente e versatile, dalla maestria interpretativa e dall’eleganza altera di quest’artista, che dimostra – non solo dall’alto di un curriculum trionfale, ma attraverso ogni suo istante sulla scena – come studio e preparazione impeccabili possano armoniosamente sposarsi con la passione, la forza comunicativa, il carisma…

Doti che l’artista, in “Songs for eternity” pone al servizio di un progetto dalla poderosa portata culturale ed emotiva: «Come tedesca, nata dopo la Guerra, sposata ad un uomo ebreo qui a New York da vent’anni, sono da sempre legata alla storia, terribile, dell’Olocausto» spiega Ute Lemper. «È mia responsabilità e dovere etico onorare la cultura del popolo ebreo e stimolare il dialogo su questo orribile passato. Questa è una missione che ho iniziato già nel 1987, quando fui protagonista del grande progetto discografico di DECCA “Entartete Music” che presentava compositori di origine ebrea e la loro musica, bandita dai nazisti. Con “Songs for eternity” questa missione continua, diventando per me sempre più emozionante. Nella mia ricerca sono stata catturata da queste canzoni e dalle storie che si celano dietro a ognuna di esse. Ho studiato così un libro unico nel suo genere, una raccolta di Vevel Pasternak del 1948, che raccoglie canzoni dei Ghetti e dei campi di concentramento, così come il canzoniere di Ilse Weber, pubblicato in Israele negli anni Novanta, dal marito sopravvissuto ad Auschwitz».

“Canzoni sul razzismo e canzoni in cerca di pace” che nello spettacolo si intrecciano alle note celebri di brani come “September Song” di Brecht/Weill o “Youkali”, o “Lili Marleen”.

Le melodie struggenti composte dagli ebrei rinchiusi nei campi di concentramento scandivano la loro terribile quotidianità, le loro disperate nostalgie: è sorprendente come (ad esempio nel campo di Terezin) i nazisti permettessero, con qualche censura, il fluire della creatività dei detenuti, che in questi canti trovavano forse un piccolo sollievo, o un “linguaggio” per evocare crudeltà indicibili con le normali parole. Attraverso la voce di Ute Lemper divengono ora memoria: per onorare quei milioni di bambini, donne, uomini, privati allora della vita e della dignità, e per rendere il loro dramma un monito, per oggi, per sempre.

INFO/FONTE: http://www.ilrossetti.it

Ute Lemper: “Songs for eternity”
Politeama Rossetti - Sala Assicurazioni Generali
largo Giorgio Gaber, 1
Trieste
TS
Orario - Ingresso: 20.30
Il 18/11/17

Per maggiori informazioni
Telefono: 040-3593511
Email: info@ilrossetti.it
Sito web: http://www.ilrossetti.it

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