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"La guerra" di Carlo Goldoni

"La guerra" di Carlo Goldoni

«Dopo la versione fassbinderiana de “La Bottega del caffè”, abbiamo scelto di continuare a indagare nell’universo goldoniano, questa immensa rappresentazione dei comportamenti umani, scegliendo “La guerra”, uno tra i testi meno frequentati ma più carichi di possibili raffronti con la nostra epoca» spiega Franco Però, che firma la regia di questa nuova produzione interpretata dall’intera compagine del Teatro Stabile, a cui si affianca un raffinato attore ospite, Mauro Malinverno. «Questi raffronti – prosegue il direttore – mostrano distanze, è chiaro, ma anche forti assonanze con l’attualità: come il rapporto denaro/arricchimento/guerra, l’irresponsabilità fanatica, l’attesa del combattimento e la conseguente situazione a-temporale in cui vivono i personaggi».

Queste dimensioni così esplicitate nella commedia, danno un’ulteriore prova non solo della modernità di pensiero di Goldoni, ma soprattutto della sua capacità scientifica di analizzare la realtà in tutte le sue sfaccettature. Anche se l’ispirazione per il nuovo lavoro gli è prodotta – come racconta egli stesso nei “Memoires" – dal ricordo di un assedio a cui aveva assistito (un’esperienza viva e diretta dunque), Goldoni ha la freddezza di comprendere ed evidenziare come la guerra sia soprattutto un grande affare.

Fra i personaggi che incarnano tale convinzione figura sicuramente il Commissario Don Polidoro, capace di asserire «Gran bella cosa è la guerra! Io ne dirò sempre bene, e non vi è pericolo mi esca un voto dal cuore per desiderare la pace (…) Le liti danno da vivere agli avvocati, le malattie ai medici, e chi è quel medico, quell’avvocato che vorrebbe tutti gli uomini sani e tutte le famiglie tranquille? Se non vi fossero guerre non vi sarebbero commissari di guerra e chi è colui che potendo mettere da parte 100.000 scudi in quattro o cinque anni di guerra, volesse per carità verso il prossimo desiderare la pace?». Se guardiamo al piano degli affetti, non è da meno il crudele realismo di Donna Aspasia, sua figlia: «Saranno morti in battaglia più di cento ufficiali che spasimavano per amor mio. Sulle prime mi dispiaceva la perdita di qualcheduno: ora tanta specie mi fa sentir dire “il tale è restato morto” come se mi dicessero che ha perduto al gioco (…) Per questo quando tratto con ufficiali che hanno d’andar a combattere mi par di trattare con delle ombre (…) Mi rallegro con chi torna, mi scordo di chi ci resta, scherzo coi vivi e non mi rammarico degli estinti».

Scritta nel 1760 e presentata a Carnevale al Teatro San Luca con buon successo “La Guerra” è punteggiata di un crudo realismo che non si distanzia da chi oggi lucra vendendo armi a paesi in guerra o ride prevedendo gli affari che si possono concludere sulle macerie di un terremoto.

Carlo Goldoni però, non è autore corrosivo: alla tensione critica alterna il gioco d’ironia e diverte il pubblico e sé stesso, tratteggiando l’umanità varia coinvolta in un lungo assedio, fra vizi e virtù. «Nella commedia non mancano piccole storie d’amore – avverte, sempre nei “Memoires” – ve ne sono al campo e in città: vi si vedono ufficiali intraprendenti, famiglie in disaccordo; la pace sistema tutto e fa terminare la commedia». Magari fosse così anche oltre il sipario.


INFO/FONTE: http://www.ilrossetti.it

"La guerra" di Carlo Goldoni
Politeama Rossetti - Sala Bartoli
largo Giorgio Gaber, 1
Trieste
TS
Orario - Ingresso: 21.00, 19.30 o 17.00
Dal 02/11/17 al 19/11/17

Per maggiori informazioni
Telefono: 040-3593511
Email: info@ilrossetti.it
Sito web: http://www.ilrossetti.it

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