Oggi Notizie Cultura
Cerca in
Cerca in

oggi in friuli venezia giulia

in evidenza

Alla scoperta delle isole Greche con "Greece terra incognita" - turismo sostenibile e autentico
Isole greche
Grecia
Dal 01/06/17
al 30/09/17
http://greece-terra-incognita.com
Trieste in bianco e nero nelle fotografie di Adriano de Rota
Palazzo Gopcevich - Sala "Attilio Selva"
Trieste
Dal 22/07/17
al 03/09/17
Foto Ufficio Stampa Comune di Trieste
“Piacevolmente Carso - estate”: da San Dorligo della Valle a Prebenico
San Dorligo della Valle
Il 23/07/17
San Dorligo della Valle (foto Ufficio Stampa Curiosi di natura soc. coop.)

enogastronomia

Enogastronomia Le tipiche Osmize triestine
varie sedi
provincia di Trieste (TS)
Dal 01/01/16
al 31/12/17
Sabato on Wine Sabato on Wine
varie sedi
Gorizia - Pordenone - Udine (--)
Dal 01/01/16
al 31/12/17
Purcit in Staiare Purcit in Staiare
centro cittadino
Artegna (UD)
Dal 01/01/16
al 31/12/17

Mostre > Friuli Venezia Giulia > TS > Trieste

Bookmark and Share

Guido Percacci

Opera di Guido Percacci

Dal 7 giugno al 19 luglio 2017, nella sede della Comunità Evangelica Luterana di Trieste (via San Lazzaro, 19), è allestita la mostra dei quadri del pittore triestino Guido Percacci. In mostra quasi una sessantina di dipinti a olio realizzati dal 1952 al 1995 e dedicati al ritratto, al paesaggio e alla natura morta. L'esposizione è visitabile fino al 19 luglio da martedì a venerdì 10-12.30, mercoledì e sabato 17-19.

"Danzano le note nella vita di Guido Percacci - scrive il critico e architetto Marianna Accerboni - accompagnate da tocchi di colore e di luce. La grande passione per la musica, ereditata dalla madre violinista, trova un contrappunto nella pittura, che si dilata nel momento in cui, a soli 43 anni, lascia la sua amata band di musica leggera, il “Carillon”, di cui era il leader e con cui aveva girato per vent’anni l’Europa, per far ritorno a Trieste.
La stessa finezza d’intenti e d’espressione che il musicista inserisce nelle sue composizioni e negli arrangiamenti della grande musica leggera italiana, spesso ispirati al jazz, compare anche nella sua pittura, tesa a raccontare e interpretare, vuoi il paesaggio o il ritratto così come la natura morta, con eleganza, proprietà e professionalità, senza mai salire di un tono sopra le righe".

"Un talento naturale quello di Percacci, conscio della necessità di educarne gli esiti, così nella musica come in pittura. Le composizioni di fiori, frutta e pesci sono fini e felici, sia sul piano compositivo che cromatico, e altrettanto i paesaggi. L’Engadina ha la sua luce cristallina ma lievemente algida, vi si intuiscono i tramonti precoci; il Nord Europa, le sue brume e i suoi silenzi, il Carso, la sua solitaria riservatezza, Francavilla, la sua luce quasi mediterranea…ma il vero cavallo di battaglia è rappresentato dal ritratto, arte difficilissima e rara.
Percacci, temperamento umano ed esuberante, colloquia attraverso la pittura con le persone che ritrae, sa istintivamente aprire lo scrigno dei segreti che ognuno di noi cela. Ma lo fa con delicatezza. Come nel caso della moglie Vera, di cui descrive la riservatezza e la serietà con pochi ineccepibili tratti mentre con la nipotina Fabrizia quasi “gioca”, inserendo nel ritratto, secondo la moderna tecnica del collage, i piccoli disegni della bambina; mentre per Sepp, il restauratore austriaco di tetti - giunto a Trieste per sistemare quello della chiesa Evangelica Augustana, cui il pittore e la famiglia appartengono - che è anche un appassionato scalatore, tende con il pennello una corda tra due campanili a bulbo, su cui l’alpinista veleggia, appeso".

"Simbolista, scherzoso, talvolta al limite dell’iperrealismo, l’artista ci dona in pittura e nelle composizioni musicali e negli arrangiamenti, la propria naturale inclinazione al sorriso, che convive però con il rigore.
Attraverso il sorriso - conclude Accerboni - ha saputo mitigare nella sua vita anche qualche accenno di malinconia, come accade nei “Menestrelli ciechi”, dipinti nel ’79 dopo l’abbandono delle sue tournée musicali in Europa. Un altro stile - l’espressionismo figurativo - si affaccia allora nella sua arte sempre solare e amabile, passione che lo ha accompagnato per tutta la vita, anche nei viaggi più lontani".

Guido Percacci (Trieste 1928-2012), chitarrista, leader di un’orchestra da ballo e compositore di canzoni e brani per chitarra, si è dedicato con molta passione per tutta la vita anche alla pittura. All’inizio degli anni ’50 aveva frequentato per un periodo a Trieste l’atelier del pittore verista Walter Falzari, friulano d’origine, che dal ’41 al 1960 aveva affinato il talento di molti artisti triestini e goriziani nella scuola ereditata da Giovanni Zangrando.
Falzari gli riconobbe subito uno spiccato talento ritrattistico. Gli impegni musicali tennero tuttavia Percacci lontano dalla città natale fino al 1971, ma l’artista continuò a dipingere intensamente anche nel corso delle sue tournée all’estero, testimoniandone i luoghi, soprattutto la Svizzera e la Scandinavia. Lasciato il proprio complesso musicale e ristabilitosi a Trieste all’inizio degli anni Settanta, continuò fino all’ultimo periodo della sua vita l’attività pittorica e musicale, dedicandosi alla didattica e alla liuteria, nel cui ambito costruì e restaurò diverse chitarre e mandolini.

Guido Percacci
Comunità Evangelica Luterana
via S. Lazzaro, 19
Trieste
TS
Dal 07/06/17 al 19/07/17

Vedi Calendario Mostre >>>

in calendario